Coppa Italia, un torneo senza identità: e se seguissimo l’esempio del basket?

Anziché alla F.A. Cup, che è inimitabile e lontana dalle nostre abitudini, perché non ispirarsi al basket? breve mini torneo, con la formula delle final eight

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(102 articoli pubblicati)
Juventus Press Conference

La Coppa Italia è da sempre considerata una competizione minore dal pubblico, ma anche dalle stesse squadre che vi partecipano. Da molti anni si tenta di prende a modello la F.A. Cup inglese, ma credo ci si debba arrendere al fatto che la nostra coppa nazionale non ha né la stessa storia né lo stesso appeal della sorella anglosassone. Negli anni '90 si tentò di imitarne la formula, con partite di sola andata che si giocavano in casa della squadra sulla carta sfavorita, e in effetti gli stadi delle società più piccole si riempirono, ma l'effetto cenerentola da noi non fece presa. Le grandi scendevano spesso in campo zeppe di riserve e non di rado accadeva che uscissero prematuramente, col risultato che la competizione perse ancora più credibilità: emblematica fu la finale del 1994 Sampdoria-Ancona, termina 6-0 per i doriani. Non certo il più indimenticabile degli atti finali.

Così la federazione tornò sui propri passi, visto che da noi nessuno si strappava le vesti dalla gioia se una piccola squadra batteva una grande. Dapprima si preferì tornare alle partite di andata e ritorno,  poi nuovamente ai turni unici, sorteggiando però la squadra padrona di casa, e facendo subentrare le big solamente nelle battute finali della competizione.

Di fatto, l'interesse generale per sorellastra minore del campionato, si manifesta solo dalle semifinali, e qualche volta funge persino da scialuppa da salvataggio per qualche formazione che ha deluso le aspettative. Così, perché non pensare a piccola rivoluzione, e mutuare la formula, che potrebbe rivelarsi vincente, da un altro sport? E se la Coppa Italia di calcio si ispirasse a quella di basket?

Ovvero un torneo destinato alle sole squadre della serie maggiore: al termine del girone di andata le prime di otto della classifica di Serie A acquisiscono il diritto di giocare la Coppa Italia. La formula sarebbe quella delle final eight, da disputare ogni anno in una città diversa, che ospiterà l'intera competizione. La manifestazione avrebbe la durata di una settimana: quarti di finale, semifinali e finale in partite uniche. Gare che si potrebbero svolgere in gennaio, subito dopo la sosta invernale, e prima della ripresa del campionato. 

Rapida, indolore, e secondo me infinitamente più emozionante: assisteremmo a partite molto interessanti tra le maggiori squadre della Serie A, e nel giro di pochi giorni si potrebbero giocare, per esempio, semifinali del calibro di Juventus-Napoli e Milan-Inter, con conseguente finale. Poi si realizzerebbe, in qualche modo, il sogno di assistere ai playoff di calcio, chiaramente non applicabili al campionato italiano.

Se da un lato non credo che Figc possa prendere in considerazione a breve questa formula, è altresì vero che da qualche anno è in atto un importante processo di modernizzazione del calcio. In poco tempo "l'occhio di falco" e il Var sono diventati realtà, quasi inaspettatamente. Chissà che questo processo di svecchiamento non prosegua, immaginando nuove formule per un torneo come la Coppa Italia, che non ha mai trovato una vera identità.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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