Coppa d’Africa, ottavi di finale: quante sorprese (parte 1)

Imprese per Benin, Madagascar e Sudafrica. Abdica il Camerun. Deludono Egitto, Marocco, Mali e Ghana. Costa d'Avorio, Nigeria e Senegal rispondono presente

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(153 articoli pubblicati)
Nigeria v Burkina Faso - 2013 Africa Cup

È la Coppa d'Africa delle sorprese. In questi inediti ottavi di finale si è visto di tutto, tra la caduta rovinosa di grandi favorite (tra cui l'Egitto padrone di casa e il Camerun campione in carica) e l'emersione di piccole realtà vogliose di mettersi in mostra. Vediamo cos'è accaduto nelle partite del primo turno ad eliminazione diretta.

MAROCCO-BENIN

Non ci si aspettava di certo una gara ricca di gol, visti i noti problemi realizzativi che hanno caratterizzato il cammino di Marocco e Benin, ma che la spuntassero gli Scoiattoli sui Leoni dell'Atlante nessuno lo avrebbe mai pensato. Eppure a Il Cairo è successo esattamente questo: il Benin riesce a spuntarla ai rigori dopo una gara di pura resilienza, raggiungendo lo storico traguardo dei quarti di finale senza mai vincere una partita nell'arco dei 90 minuti. Un Marocco che aveva anche avuto la palla della qualificazione al 96' su calcio di rigore: un fallo sconsiderato in area di Sessegnon su Hakimi aveva permesso a Ziyech di presentarsi dal dischetto e porre fine alla contesa, ma ha colpito il palo a portiere battuto. Prima del fattaccio, il Benin era pure passato in vantaggio in avvio di ripresa con Adiehou, bravo a battere Bonou con un piattone al volo su azione da calcio d'angolo, ma il Marocco aveva saputo reagire e aveva trovato il gol del 1-1 con En Nesyri, bravo ad approfittare dell'assist di Boussoufa dopo un erroraccio di Adeoti. Nei supplementari, il Benin va pure in 10 per l'espulsione di Adenon, ma niente, ci vogliono i calci di rigore per decretare un vincitore. Il Benin è perfetto, al Marocco sbagliano Boufal ed En Nesyri. Ai quarti ci va l'underdog di turno, privo pure del suo uomo migliore, Mounié.

UGANDA-SENEGAL

Prestazione solida ed efficace del Senegal, a cui basta un 1-0 per poter avere ragione di un'Uganda mai doma. Una vittoria, quella dei Leoni della Teranga, figlia dell'esperienza e del talento dei singoli più di ogni altra cosa, tutti elementi di cui le Gru sono sprovvisti. L'orrore tecnico di Walusimbi al quarto d'ora sulla trequarti è costato caro all'Uganda, freddata dal break improvviso di Saivet che ha permesso a Niang di lanciare in campo aperto Mané, il quale, a tu per tu con Onyango, non sbaglia. Il Senegal avrebbe avuto anche l'occasione per raddoppiare nella ripresa, quando un altro orrore di Juuko aveva portato all'atterramento in area di Mané da parte di Onyango. Il portiere ugandese riesce a porvi rimedio parando il rigore al numero 10 senegalese, ma non basta. Ai quarti ci va il Senegal.

NIGERIA-CAMERUN

Ad Alessandria d'Egitto va di scena una classica del calcio africano tra le Super Aquile della Nigeria e i Leoni Indomabili del Camerun. I campioni in carica sono costretti a spogliarsi della corona di re dell'Africa dopo una partita folle, vinta dalla Nigeria per 3-2, e che ha visto una serie di capovolgimenti di fronte repentini e improvvisi. La Nigeria parte bene e si porta in vantaggio con Ighalo, bravo a risolvere una mischia in area dopo la sponda vincente di Omeruo. Il Camerun reagisce veementemente allo svantaggio con un uno-due fulmineo: prima pareggia i conti Bahoken, bravo ad anticipare Omeruo sul cross di Bassogog; poi passa in vantaggio prima dell'intervallo con N'Jie, il quale sfrutta uno scivolone di Aina per battere senza problemi Akpeyi. Nella ripresa, la Nigeria reagisce e trova il pari ancora con Ighalo, che si fa trovare pronto sulla sponda di Musa. Pochi minuti più tardi, Ighalo si traveste da assist-man e serve a Iwobi il pallone che vale la qualificazione.

EGITTO-SUDAFRICA

Un dramma sportivo quello verificatosi a Il Cairo: l'Egitto perde per 1-0 contro il Sudafrica (qualificatosi agli ottavi per miracolo) e dice addio ai sogni di gloria. Una sconfitta maturata grazie al contropiede letale di Lorch a 5 minuti dalla fine e da una prestazione scialba dei Faraoni, messi alle corde dal pressing alto e asfissiante dei Bafana-Bafana. Un risultato che è costato la panchina ad Aguirre e, probabilmente, il Pallone d'Oro a Salah.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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