Coppa d’Africa: Nigeria, un ritorno da podio. 1-0 alla Tunisia

Un gol di Ighalo in avvio di partita permette alle Super Aquile di guadagnare il terzo posto finale dopo un'assenza durata 4 anni dalla competizione

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Coppa dAfrica Tunisia vs Nigeria 0-1

Meglio di niente. Un ritorno in grande stile quello della Nigeria nella massima competizione continentale dopo 4 anni di assenza: con la vittoria per 1-0 nella finalina de Il Cairo contro la Tunisia, le Super Aquile si aggiudicano il gradino più basso del podio, rendendo meno amara la sconfitta subita all'ultimo istante in semifinale contro l'Algeria. La squadra di Rohr, dopo un ottimo, ma sfortunato Mondiale, ha mostrato una grande continuità di risultati, ma in questa kermesse si è evidenziata un'ulteriore involuzione dal punto di vista del gioco, ancora più farraginoso e addirittura più lacunoso di quello mostrato in Russia. Il tecnico tedesco può ringraziare i lampi dei singoli, ma le mancanze sono evidenti. Per quanto riguarda le Aquile di Cartagine, queste sono riuscite a chiudere la loro Coppa d'Africa al quarto posto nonostante il magro bottino di una vittoria su 7 partite disputate in questa competizione. Un'istantanea che mostra tutte le difficoltà di una squadra fin troppo dipendente dall'unico singolo di talento all'interno della rosa, il fantasista Khazri, che spesse volte ha predicato nel deserto (e la finalina non ha fatto eccezione). Ad ogni modo, resta comunque un risultato inaspettato per l'11 allenato dal ct francese Giresse, il quale ha dato priorità alla fase difensiva (che nel Mondiale russo era apparsa fin troppo "allegra"), a scapito di quella offensiva. 

Parlando della partita, vediamo che le due squadre hanno attuato un turnover striminzito: tre cambi a testa rispetto all'undici-tipo: per la Tunisia, Giresse ha fatto sedere Hassen, Bronn e Msakni in favore di Ben Cherifia, Hnid e Chaalali; mentre per la Nigeria, Rohr ha tolto Akpeyi, Awaziem (squalificato) e Simon e ha messo Uzoho, Aina e Chukwueze. Pronti, via e, dopo 3 minuti, la Nigeria già segna quello che si rivelerà il gol-partita: apertura di Ndidi sulla sinistra per Collins, che salta secco Badri e mette al centro un pallone teso, dove Ben Cherifia e Meriah pasticciano; sul pallone vagante nell'area piccola, si avventa come un rapace il capocannoniere Ighalo, che anticipa il ritorno di Meriah e insacca per il vantaggio nigeriano. La Tunisia prova a reagire, ma riesce a combinare troppo poco per poter impensierire Uzoho e l'unica occasione che ha per pareggiare prima dell'intervallo è di Sassi al quarto d'ora, il quale, sull'appoggio di Khazri, salta sul controllo Ndidi e tenta la conclusione dalla distanza a filo d'erba che sfiora il palo alla sinistra del portiere.

Le due squadre rientrano in campo nella ripresa con un cambio forzato a testa: entrano Chaouat per la Tunisia e Osimhen per la Nigeria ed escono gli infortunati Khenissi e Ighalo. Il copione, comunque, non cambia: la Nigeria controlla la partita attraverso uno sterile e impacciato possesso palla, la Tunisia prova cercare il varco giusto, ma sbatte dinanzi al muro eretto dalla nigeriana. In avvio di ripresa, al 48', la Tunisia ci prova ancora ed con proprio il neo-entrato Chaouat che, ben imbucato dal solito Khazri, a tu per tu con Uzoho spedisce il pallone sull'esterno della rete. Questo però, è l'unico sussulto di una certa pericolosità mostrato dalla Tunisia per tutto il secondo tempo e fa da preludio al monologo nigeriano che poteva portare al raddoppio delle Super Aquile: al 64', Chukwueze riceve un pallone dai 30 metri e tenta il colpaccio con il sinistro a giro indirizzato all'angolino, ma Ben Cherifia compie un vero e proprio prodigio deviando la sfera in corner; al 82', Osimhen riceve un ottimo pallone in area, ma il suo diagonale termina appena largo dalla porta tunisina; al 91', Kalu (appena entrato in campo per Chukwueze), su punizione da distanza siderale, trova ancora una volta pronto Ben Cherifia, che smanaccia prontamente in angolo la violenta conclusione del centrocampista nigeriano. Questa è l'ultima azione prima del triplice fischio dell'arbitro che sancisce la conquista della medaglia di bronzo da parte dei nigeriani.  

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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