Ci avete proprio rotto il calcio!!!

La folle notte di San Siro resterà scolpita per sempre nella memoria e traccia un punto di non ritorno

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(106 articoli pubblicati)
FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A

Sembrava ormai un fenomeno lontano da noi, quando solo poche settimane fa ci scandalizzavamo per l'incredibile vicenda della finale della Copa Libertadores, costretta addirittura ad emigrare in Spagna pur di essere disputata, visto l'impossibilità di farlo in Argentina per gli incidenti violenti causati dalle tifoserie di Boca Juniors e River Plate. Ed invece anche il nostro calcio ripiomba nuovamente nell'oscurità, e riscopre una violenza cieca e assurda, consumata nella notte di San Siro, in quello che doveva essere l'evento principale del primo boxing day italiano, la supersfida tra Inter e Napoli.

Non si può certo morire per una partita di calcio, come non si può perdere la vita andando ad assistere ad un concerto in discoteca o per una banale lite di condominio o per un parcheggio. Come non è minimamente pensabile immaginare che un gruppo di ultras organizzi in modo meticoloso un vero e proprio agguato a dei tifosi della squadra avversaria, agendo in maniera "squadrista", come lo stesso questore di Milano ha affermato. Tutti segnali preoccupanti che ci indica che siamo un paese socialmente alla deriva. In Italia c'è un disperato bisogno di educazione e rispetto, valori sempre di più calpestati in nome della repressione del "diverso". In un paese che si definisce civile le partite di calcio, o di qualsiasi altro sport, vengono sospese quando un giocatore viene fatto oggetto di continue e ripetute offese razziste. Gli ululati a Koulibaly, è un ulteriore schiaffo alle coscienze della nostra società, e non è concepibile che la gara continui come se nulla fosse, come non è giustificabile il comportamento di un arbitro, che si riceve un applauso plateale dal senegalese, ma abbandona una qualsiasi forma di buonsenso e senza ritegno lo espelle, senza considerare lo stato emotivo in cui il calciatore versava in quel momento, facendogli così subire una seconda ondata di buu razzisti lungo tutto il suo percorso verso gli spogliatoi.

Adesso non servono i soliti provvedimenti, frutto dell'emotività del momento, come la chiusura degli stadi o il divieto di mandare i tifosi in trasferta. Tutte soluzioni che hanno un effetto solo estemporaneo, come quando si adottano le targhe alterne per abbassare il livello delle polveri sottili, che tornano poi a crescere non appena il provvedimento viene ritirato.

E' ora che in Italia si adottino misure vere e concrete verso i violenti. Si prenda ad esempio il modello inglese che ha debellato il fenomeno hooligans con tutta una serie di norme restrittive e che responsabilizza e coinvolge  tutte le componenti in campo, dalle società ai tifosi stessi. Oltremanica tutte le società hanno un impianto di proprietà e sono responsabili dell'organizzazione del servizio di sorveglianza all'interno dello stadio. La polizia si trova solo all'esterno, ad esempio. C'è una norma introdotta nel 1991 (footbal offences act) che consente alla polizia di arrestare e processare per direttissima i tifosi anche solo per violenza verbale, come sono proprio i cori razzisti. Si è cercato anche di responsabilizzare i tifosi. Esiste un numero verde ideato da privati che consente in forma anonima di denunciare comportamenti e persone sospette e che ha permesso la cattura, negli anni. di migliaia di teppisti. Esiste una vera e propria gogna mediatica, che con il supporto dei club e dei tifosi, svergognano sui giornali i violenti. Esiste un vero e proprio modello culturale, che dai noi non esiste.

FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A
Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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