Gonzalo Higuain: orrori di un bomber, errori di un uomo

Se c'è una cosa che riesce meglio di far gol al Pipita, è quella di finire nell'occhio della critica alla prima occasione buona

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(86 articoli pubblicati)
AC Milan v Juventus - Serie A

Negli ultimi tre anni, Gonzalo Higuain, sembrava essersi scrollato definitivamente di dosso l’opprimente ombra dei suoi incredibili errori, nei momenti cruciali della sua straordinaria carriera. Il bomber rossonero, nonostante la sua impressionante media gol, è estremamente emotivo per uno che fa della porta avversaria la sua terra di conquista. Un vero colonizzatore delle aree di rigore. Solo per citarne uno, abbiamo tutti ben impresso nella mente il suo errore nella finale dei Mondiali del 2014, quando con la maglia della nazionale argentina, sbagliò quello che, molto probabilmente, sarebbe stato il gol decisivo, davanti al portiere tedesco Neuer.

Nell’ultima sua stagione a Napoli, e in quelle vissute a Torino con la maglia della Juve, questo problema sembrava archiviato, si era dimostrato un attaccante freddo, completo, un vero cecchino. Invece la sua fragilità è riemersa domenica. Nonostante avesse già vissuto serate da ex, lo stato psicologico di cui è stato preda il Pipita durante la partita contro la Juve, si rivelato deleterio per lui, e per tutto il Milan, quasi sconcertante.

Le motivazioni possono avere due diversi risvolti, sulla psiche di uno sportivo: se riesci a tenerle a un giusto livello, alto ma non eccessivo, saranno la benzina che darà al tuo motore quei cavalli in più che ti permetteranno di eccellere, ed essere decisivo, una vera sciagura per chi incontra il tuo cammino. Ma se permetti loro di sfiorare il bordo della diga, e quindi di esondare, ti mangeranno dentro come termiti del sistema nervoso, e sbaglierai tutto quello che sarà possibile sbagliare. A Higuain è successo questo domenica, è stato mangiato da dentro dalle termiti della eccessiva motivazione, della voglia di riscattarsi agli occhi di chi l'ha scaricato. Ha perso molti palloni, vicino all'area e in mezzo al campo, Benatia l'ha sempre anticipato e non gli ha mai permesso di girarsi. Si è procurato un rigore e l'ha sbagliato. E non ditemi che non sa tirare i rigori, come ho sentito affermare da più parti, perché non è vero. Magari il tiro dagli undici metri non è il suo "colpo" migliore, ma da qui a dire che non è un rigorista ce ne corre.

Comunque, a parte l'errore dal dischetto, ci sono state almeno altre due occasioni in cui, in uno stato emotivo diverso, avrebbe mangiato porta, pallone e portiere, invece di fare la bella statuina. La ciliegina sulla torta della sua pessima serata è stata l'espulsione, questa sì davvero imperdonabile, perché il Milan ha bisogno di lui, e non può permettersi che un giocatore della sua importanza commetta certe sciocchezze.

Tutto questo porta alla conclusione che Gonzalo Higuain non è un campione? Io non credo, dimostra solo che è un uomo, e come tutti gli uomini ha le sue debolezze, le sue imperfezioni. Il suo curriculum parla per lui, anche se forse non ha alzato molti trofei, resta un grande attaccante della storia del calcio, e al contrario di quanto si crede può dare ancora molto alla sua attuale squadra. 

Chissà perché, per una strana valutazione del mondo del pallone, Cristiano Ronaldo, 34 anni, è ancora giovane, mentre Higuain, 31 anni, è già vecchio. Io credo che l'età degli attaccanti si misuri in gol, e tutti e due mettono ancora in riga molti ragazzotti di belle speranze.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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