Serie A: Nessuno vuole essere Higuain

Se c'è una cosa che riesce meglio di far gol al Pipita, è quella di finire nell'occhio della critica alla prima occasione buona

di Antonino Aloi
Antonino Aloi
(19 articoli pubblicati)
Udinese v AC Milan - Serie A

Da mesi Cesare Cremonini ci narra  la bellezza e la fragilità della normalità con la sua “Nessuno vuole essere Robin”, il cantastorie bolognese sembra essere di piena attualità anche per l’attaccante rossonero nei suoi versi: “Tutti con il numero 10 sulla schiena e poi sbagliamo i rigori”. Il numero sulle spalle è diverso, è il classico 9 per il talento argentino ma la sostanza non cambia, ennesimo rigore sbagliato per il Pipita in un momento decisivo. Milan-Juve è l’ennesima sliding doors dal dischetto per il tanghero argentino, l’ennesimo rigore sbagliato da cui ripartire. A dire il vero il fallimento con il Napoli, con la mancata qualificazione in Champions nella stagione 2014/2015 anche a causa del suo rigore steccato, e il tiro dal dischetto sbagliato in finale di Coppa America avrebbero messo KO mentalmente anche il più coriaceo dei combattenti. Higuain è sempre rinato dalle ceneri dei fallimenti, più forte e decisivo di prima anche se probabilmente una componente sentimentale forte in momenti decisivi lo ha sempre condizionato. 

Gonzalo ha tentato e voluto il riscatto in un rigore. Ha vissuto un momento di rilancio, l’ennesimo della sua pur lucente carriera, la voce dell’emozione ha avuto la meglio sulla ragione, è terribilmente umano nel rigore e nella sfuriata del rosso, l’uomo primeggia sul campione, la rabbia sull’estro, la passione sulla razionalità. 

Dopo queste cadute clamorose sorgono poi sempre i dubbi sul perché di questi errori più o meno decisivi, quindi se è vero che da un lato una componente emotiva forte possa anche colpire i grandi talenti forse però troppo poco abituati a vincere continuamente, dall’altro bisogna prendere atto che i rigori li sbaglia chi li tira senza troppa retorica chi si prende le responsabilità ha il coraggio di farlo, probabilmente sostenuto da grandi qualità. Al di là di una impietosa statistica che vede Higuain sbagliare un rigore su tre, spesso nei grandi appuntamenti il 9 argentino ha spesso attirato critiche sul fatto che magari si eclissi in campo tra le linee avversarie senza emergere così tanto. Eppure gli esempi di decisività sono diversi e tutti importanti, basti pensare all’assist di Wembley per Dybala che porta la Juve ai quarti di Champions proprio lo scorso anno, il colpo di testa che espugna San Siro contro l’Inter consegnando il settimo scudetto consecutivo alla Vecchia Signora ed ancora più recente l’assist per il giovane Cutrone con cui il Milan ha mandato k.o la Roma a San Siro. Luci ed ombre per un attaccante moderno, capace di grandi colpi di classe, bravissimo nel raccordo con i reparti e infallibile come pochi in area di rigore. “Il coraggio non è mai stato non avere paura. Le persone coraggiose sono quelle che affrontano i loro timori e le loro incertezze, sono quelle che le ribaltano a loro vantaggio usandole per diventare ancora più forti”, così Caressa incoraggiava gli azzurri contro la Repubblica Ceca al mondiale di Germania, torna quindi di fortissima attualità anche per il sentimentale attaccante del Milan che nonostante momenti di fragilità ha dimostrato grandi atti di coraggio sportivo continuando ad essere un valore aggiunto per la nostra Serie A.

Fonte: l'autore Antonino Aloi

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