A un passo dalla gloria eterna: Giampedro Bernardinho senza Avvenire

Il primo atleta di Cristo negli anni 70, regalava la Bibbia all'arbitro prima del match: fu squalificato per tentata corruzione!

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(116 articoli pubblicati)
Giampedro Bernardinho

"Cristiano abbi fede, tornerai al goal": un vero e proprio vaticinio per Gianni Pedrus De Almeyda Santos Bernardinho, primo atleta di Cristo della storia, che parla del connazionale Ronaldo, che dopo una lunga attesa del suo primo goal in serie A (ripetendosi e facendo doppietta contro il  Sassuolo).

Stabilitosi prima in Toscana e poi a Milano, dopo avere concluso una carriera di certo curiosa e priva della benché minima soddisfazione, "la montagna umana" o "umagna" come sosteneva lui, adesso lavora come edicolante e fioraio nella città meneghina.

Regalare una Bibbia, come faceva lui o Amarildo del Cesena (lo ricordate nel   Cesena), era come scambiarsi un segno di  pace in un campo non santo come la chiesa, ma dentro a un rettangolo verde. Purtroppo l'abitudine di regalarla all'arbitro prima la gara gli costò una squalifica a vita  ("brucerai all'inferno" disse all'arbitro che lo denunciò perché  "ateo grazie a dio") nel campionato portoghese nel 1969.

Il processo che ne seguì fu  caratterizzato da una condanna senza appello nonostante la piena confessione,  senza alcun pentimento. "Fare l'avvocato del  Diavolo, nonostante  la fede che avevo non è stata una buona idea. Ma che importa, alla fine non potevo inginocchiarmi di fronte a chi mi accusava"

Fuggito in Italia, senza pagare in quanto portoghese,  e espulso anche dalla nazionale del suo paese per tutta una serie di atti impuri in campo, Bernardinho è rimasto un  esempio di assoluta ingiustizia sportiva e non ha mai più giocato a calcio, nemmeno con gli amici.

Eppure fede e sport possono convivere, anche senza l'istituzione del matrimonio, come una vera coppia di fatto.

L'ex bomber della Nocciolense (memorabile  una tripletta al Benfica dopo essere entrato in campo per aver abusato di Porto e non di vin santo), è molto amico di   Enrico Chiesa  ("che gioca davvero da Dio" afferma) e ha proseguito nel nostro paese il suo percorso  biblico.

Senza campo però: anche se è davvero un peccato!

Giampedro Bernardinho, sposato con la sua Bernarda da ormai 33 anni, ha vissuto come una croce la squalifica: "Non ci dormivo la notte, mi sembrava assurdo cercare di corrompere un arbitro con la bibbia.  Potevo anche cadere in fallo, ma avrei accettato sia i suoi fischi che i suoi applausi".

L'area di rigore la sua casa. L'amore la vita: "Mi sono messa l’anima gemella in pace. Le mie idee rimangono sempre un po vaghe, lo capisco. Non è disordine, è ordine sparso".

E ora come è la vita normale senza pallone? 

"Un edicolante fioraio è un po' come un consigliere sconsigliato che vorrebbe darti di più, ma ti darà sempre meno di quello che non hai bisogno".

Come vedi il tuo Avvenire?

"Come un grande futuro dietro le spalle. Ho visto, vissuto, e vivrò sempre con la fede non solo al dito ma nel cuore (anche se stringerà troppo). Fare goal nella porta della vita, che è enorme e che spesso è libera, è ambizione di chiunque. Ma stasera non posso, ho una serie di cose urgenti da dimenticare.  Mi  hanno eletto prodotto del danno. E il danno che ho prodotto con quella Bibbia sarà eterno".

Raccontaci una aneddoto, o se vuoi una parabola.

"La parabola potrebbe essere quella di Sky.  E' opportuno seguire i tempi. Se il digitale è terreste.  Cielo è divino. Non va dimenticato. Mai!"

Molti ti riconoscono ancora...

"Sì, ma sono io che spesso non mi riconosco, soprattutto nel mondo di oggi".

E se il mondo del calcio si ricordasse di te all'improvviso come risponderesti?

"Se mi cercate, sono al confine tra incredulità e rassegnazione. Imparo sempre dai miei sbadigli. Con la tentazione un tentativo lo farei. Però se non puoi essere insostituibile, renditi indimenticabile".

Che ne pensi del calcio di oggi? 

"Qualcuno spenga la luce in fondo al tunnel. Che sennò ci trovano!  Stiamo dando il peggio di noi. Mi raccomando, non fermiamoci proprio ora! I nostri dirigenti tornano a bomba...ma non esplodono mai!"

Ma questa è un'altra storia!

Manchester United v SL Benfica - UEFA Ch
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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