Solo una Juventus militaresca potrà eludere il pressing dell’Ajax

Qualificazione alla semifinale in bilico, tutto dipenderà da come i bianconeri riusciranno ad eludere l'assedio degli olandesi: al resto ci penserà Ronaldo!

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
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Incoscienza giovane con un sistema di gioco fresco e divertente, contro esperienza e fame di Champions senza un grandissimo impianto di gioco ma con un campione letale come Cristiano   Ronaldo che queste partite non le sbaglia mai: questa la sintesi dell'incontro di martedì all'Allianz di Torino tra la Juventus e l'Ajax.

"Io dispongo sempre bene le mie squadre in campo. Il problema è che quando inizia la partita i giocatori si muovono": lo diceva Basile,  ex tecnico dell'Argentina e  l'Ajax si muove moltissimo.  Gli allenatori sono come i cantanti lirici. Sono molti e anche bravi, ma soltanto due o tre possono cantare alla scala di Milano. Pronostico incerto, soprattutto per quanto visto all'andata con un leggero favore per i bianconeri che hanno dimostrato, quando ci hanno messo più coraggio con gli innesti di  Dybala e soprattutto di  Douglas Costa, di potercela fare.

Il vero problema sarà eludere il pressing degli olandesi, altissimo e convincente per tutta la gara con l'occupazione di tutti gli spazi quasi maniacale e molto efficace. Bisognerà eluderlo giocando venti metri avanti per evitare le praterie. E bisognerà avere coraggio, tanto coraggio, e magari Chiellini ed Emre Can, giocatori che possono permetterti di alzare il baricentro del gioco senza correre rischi.

Potremmo chiamarlo assedio al  Fort Pressing, bisognerà avere un livello tale di corsa ed energia tale da neutralizzare De Jong, vero catalizzatore di gioco (per questo Allegri voleva che falciasse Douglas Costa, la sua assenza  per squalifica avrebbe cambiato moltissime cose), e soffocare ogni idea di gioco. L'assedio è una situazione bellica in cui un esercito circonda e controlla gli accessi a una località, di solito fortificata, allo scopo di costringere i difensori alla resa o di conquistarla con la forza.

Chi mette in atto un assedio si pone lo scopo di isolare chi lo subisce in modo che questi non possa più avere comunicazioni con l'esterno e che non sia in grado di ricevere rifornimenti di cibo o di mezzi. Ciò avviene, solitamente, circondando l'obiettivo col proprio esercito.  E ci vorrà una Juventus militaresca per riuscire nell'impresa di eliminare la squadra di Ten Haag, un allenatore decaffeinato molto preparato.

"Allenare significa affrontare una serie infinita di sfide: la maggior parte di esse ha a che vedere con la fragilità dell’essere umano.”: lo diceva Alex Ferguson. Per superare il turno bisognerà fare scelte dolorose: prima di tutte escludere Mario  Mandzukic,  cui tutto in genere è perdonato, ma che non corre da mesi e sembra assolutamente inutile. Super Mario sarebbe utile con la sua forza, se ne avesse ancora, ma da l'impressione di essere a fine corsa.

Sarebbe bello avere la Joya in campo, ma il Dybala delle ultime settimane non entusiasma più nessuno decapitato da scelte del tecnico Allegri che, paradossalmente, ha  intristito il campione. La Juventus ha le carte in regola per farcela, ma deve essere brava a bluffare, non giocare per lo zero a zero (uno dei difetti della mentalità del suo tecnico). Al resto ci penserà l'immenso Cristiano  Ronaldo, il vero re della Champions League.

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Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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