I sogni del Lipsia rimangono nella lattina, il Psg brinda a champagne!

Prima semifinale di Champions League a senso unico, sono i parigini ad approdare con pieno merito alla finalissima di domenica

di Luca Sala
Luca Sala
(218 articoli pubblicati)
Brazil v Qatar

L'unica squadra francese a vincere l'allora Coppa dei Campioni 92/93 fu l'Olimpique Marseille di Bernard Tapie, il Presidentissimo formidabile capace di battere il Milan di Berlusconi  nello stadio del Bayern Monaco sede della finale.

Ci riprovera' un'altra squadra transalpina ,il Psg che i munifici proprietari emiri hanno trasformato in superpotenza calcistica a suon di petroldollari in meno di 10 anni.  Proprio i giustizieri della nostra  amata Dea  uscita di scena  sul piu' bello come da tradizione, con  Glenn Stromberg   oggi commentatore televisivo  a rigirare ulteriormente  il coltello nella piaga accostandone l'eliminazione a quella sanguinosa di Coppa delle Coppe che lo vide sfortunato protagonista in campo contro il Malines che poi vinse il trofeo.

Nella capitale francese facciano pure gli scongiuri, di certo sarebbe incredibile vedere  2 finaliste  d'oltralpe  se il  Lione  ,vera rivelazione del torneo, riuscisse nell'impresa impossibile di battere i bavaresi del Bayern Monaco, i migliori del lotto per quanto fatto vedere sul campo, con l'asfaltatura del Barcellona ciliegiona sulla torta.

Mi viene da ridere se penso alle  sperticate lodi a Nagelsmann    tecnico del pur volenteroso Lipsia, il piu' giovane mai arrivato in semifinale nella massima competizione europea , ma ancora piu'  esilaranti ho trovato  le sue  avventate e supponenti dichiarazioni nei confronti del suo ex tecnico Tuchel oggi al Psg, in pratica-come direbbe Luciano Moggi- il maestro strapazza l'immaturo allievo 3 a 0!

La morale che traggo e' molto semplice: va bene esaltare il lavoro degli allenatori,  invaghirsi delle idee di  Guardiola o Gasperini, cosi' come innamorarsi  perdutamente del gegenpressing di Klopp o di quello ante-litteram del profeta di Fusignano Arrigo Sacchi,  dovremmo tuttavia   ammettere che sono quelli refrattari agli schemi come  Neymar  o Di Maria a farci godere tanto in virtu' del loro insuperabile talento che non si allena, ci nasci e basta.

Insomma ,lunga vita ai fuoriclasse e a chi li compra e mantiene ,in fondo  non se ne puo' davvero piu' dei troppi  stranieri anonimi  a buon mercato  incapaci di fare  la differenza sul campo, figuriamoci   far vincere le loro muscolari squadre che vanno ahime' per la maggiore.

Fonte: l'autore Luca Sala

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