Serve una Juventus senza calcoli “allegriani” per passare il turno con l’Atlético

Contro l'Atletico al ritorno ci vorrà quella sfrontatezza vista al Bernabeu: unico intoppo una condizione atletica e un non gioco che preoccupano tutti

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(287 articoli pubblicati)
Juventus v US Sassuolo - Serie A

Si sapeva che l'Atletico sarebbe stato un ostacolo oltremodo duro per la Juventus in Champions: per caratteristiche, per voglia, per esperienza internazionale del club, per la bravura del tecnico Simeone. Poi però, guardando alla rosa dei colchoneros e guardando a quella dei bianconeri e paragonando giocatore per giocatore e con l'aggiunta di un Ronaldo in più nei bianconeri, si pensava che per una delle favorite alla vittoria sarebbe stata dura, ma il turno sarebbe stato superato. Il risultato finale della sfida d'andata è stato molto più netto del 2-0 finale per gli spagnoli, e tutto si è ribaltato: sia nelle considerazioni che nei pronostici.

A un occhio attento però era abbastanza scontata l'eliminazione dei bianconeri: da un po di mesi, per non dire da quando c'è Allegri, la squadra non ha mai corso a sufficienza,  non ha mai avuto una idea di gioco. La verità è che la Juventus avrebbe gli uomini (forse manca una mezzala ma il resto è extralusso) per fare molto meglio, divertire i tifosi, segnare più goal essere vincente davvero: perché in questo modestissimo campionato non c'è competizione e basta solo gestire la rosa per vincere senza problemi le partite.

Ma i bianconeri stentano ad essere pericolosi: guardi le loro partite e ti innervosisci, è tutto asfittico e senza costrutto.  Un non calcio che sta deprimendo pure Cristiano   Ronaldo che ha confessato in privato ad alcuni collaboratori la voglia di andarsene se rimanesse un tecnico così poco preparato. Il futuro si chiama inevitabilmente Zidane, che per mentalità, vittorie pesanti e idee e sicuramente il top con Guardiola a livello europeo. E in Europa ci vuole gioco, cultura del sacrificio e corsa: se no è impossibile vincere.

Gli  "allegriani" parlano dei numeri del loro condottiero, trofei vinti e premi vari, ma  la verità è che  il "mago" livornese abilissimo a fare cambi (vorrei ben vedere con la panchina che ha...) commette sempre gli stessi identici errori.  L'ottimismo per il passaggio del turno nasce solo dal fatto che in questi casi la Juventus ha sempre fatto partite clamorose (Bayern, poi vittorioso ai supplementari per l'assurda scelta di fare uscire Morata, Tottenham e Real Madrid con tanto di famosa beffa finale) quando non poteva fare calcoli: quando li ha fatti ha perso. Sempre.

Avere un Cancelo così forte e lasciarlo fuori per far giocare un De Sciglio che  "difende meglio" (affermazione opinabile) sembra una scelta che rasenta i crimini verso l'umanità. L'ostracismo verso Douglas Costa, buono per gli ultimi 20 minuti ma unico a  dare un cambio di passo insieme a Cuadrado (ora infortunato), il non schierare più spesso Bernardeschi, la posizione di Dybala (mortificato  a giocare a 70 metri dalla porta), una difesa eternamente troppo bassa sono problemi seri, che fanno parte del dna catenacciaro e inconcludente del tecnico.

L'Atletico è difficilissimo da superare, rimontare due goal quasi impossibile  ma la Juventus, come rosa, è largamente superiore: ci vorrà una prestazione super di corsa e tecnica. Il problema, ed è l'ultima critica che possiamo fare a Massimiliano   Allegri, che la condizione atletica è a dir poco deficitaria:  è incredibile il fatto che nonostante il vantaggio enorme non  si sia preparata a dovere questa partita. La squadra è cotta fisicamente, non ha forza ne sprint e pure a Bologna si è salvata per miracolo. Anche Ronaldo è stato gestito male, bisognava dare più riposi a questo campione come faceva Zidane che aveva dalla sua il blasone e il rispetto di tutti e poteva permetterselo: il portoghese ha 33 anni e anche se vorrebbe giocare sempre va ogni tanto fermato.

In conclusione credo che sia impossibile il passaggio del turno: la speranza è quella di ritrovare quella pazzia che permise ai bianconeri di sfiorare l'impresa al Bernabeu l'anno scorso: sembrava la svolta verso questa stagione. Ma non si è imparato nulla. Ma questa sarà un'altra storia.

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Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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