Ronaldo: il brutto anatroccolo che divenne cigno e vinse sempre

Un campione vincente, presuntuoso, pieno di carisma e soprattutto di talento: con lui la Juventus, ora senza paura, può sperare di vincere la Champions League

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(299 articoli pubblicati)
Portugal v France - Final UEFA Euro 2016

Vi racconto un aneddoto. Nel 2000 avevo appena finito di arbitrare i play off promozione e stavo per andare in vacanza. Era il mio ultimo periodo di Roma e  stavo pensando di trasferirmi a Milano: cosa che accadde puntuale nel 2001. La Federazione mi chiese se volevo, con altri due colleghi in terna, andare ad arbitrare in un torneo giovanile a Funchal in Portogallo.  Era Giugno, faceva anche caldo, ma visitare un paese ostile che non conoscevo mi sarebbe piaciuto davvero tanto ed accettai.

Il premio era quello di stare una settimana in quel paradiso che madre natura aveva donato, pieno di gente un po' triste e soprattutto  non pagante (erano tutti portoghesi...), arbitrare due partite dei gironi e semifinale e finale. Il torneo l'aveva organizzato la Noccholenses insieme al Maritmo sempre di Funchal: c'erano 16 squadre da tutto il mondo, tra queste c'era anche il titolatissimo  Sporting Lisbona dove giocava un  ragazzo tutto pieno di acne giovanile, di denti storti, con i capelli arruffati e velocissimo. Era Cristiano Ronaldo Dos Santos Aveiro, sarebbe diventato il re del calcio (insieme a Messi), segnando (sempre) un'epoca.

Giampedro Berardinhos, che era presidente della squadra organizzatrice e vecchia gloria del calcio locale,  una sorta di ex galeotto prestato al calcio e noto corruttore di arbitri  mi disse: "Occhio a quello là, diventerà il più grande di tutti". Aveva ragione, e in quel torneo pieno di speranze mai realizzate, divenne cannoniere, venne picchiato dai difensori rudi e politicamente scorretti, ma avevate le stigmate del predestinato. Yuri Turlkylmaz, cugino  dell'ex centravanti del Bologna, modesto centrocampista  un tempo dei portoghesi in serie C detto "Spirito Santo" per l'alto numero di donne ingravidate, tra una ristrutturazione e l'altra (sua una ditta famosa che operava in questo settore) che odiava  più che per i passaggi riusciti in campo disse: "Se la smette di volere umiliare l'avversario, quel brufoletto la farà strada". E aveva ragione!

A dividere  l'esperienza di quei giorni, oltre questi folli personaggi, c'era anche un italiano: un esule fascista che viveva in Portogallo e che era scappato durante la seconda guerra mondiale, salvandosi dalla fucilazione da parte dei vicini di casa, per avere cercato di portare via di nascosto una testa di Mussolini.   Cristian Panzera,  questo il suo nome,  era uno juventino sfegatato: lo segnalò ai dirigenti bianconeri che , nonostante la pessima fama di  truccatori di scudetti e furti di portafogli, non riconobbero il talento del pluri pallone d'oro e comprarono il nipote di  Dimas, tale Jorginho Duvante, rischiando di essere arrestati per crimini contro l'umanità.

Quel brutto anatroccolo, con capelli impomatati a caso e un carattere un po' presuntuoso, ma questo lo sapete tutti, si trasformò in cigno.  E dopo aver vinto tutto quest'anno è arrivato a Torino dopo aver lasciato il Real Madrid. Ha vinto tutto, adesso è anche bello, ha figli dappertutto (ed è bomber in ogni zona della vita) e vuole vincere la Coppa dei Campioni anche a Torino.

Potrà vincerla?  Ai posteri l'ardua sentenza. Ma la voglia di vincere c'è, e anche il carisma. Allegri ha paura di lui, con l'Atletico si è vista la prima Juventus veramente bella da vent'anni a questa parte.   Senza retropassaggi al portiere, senza paura, con una logica. La squadra da qualche settimana a questa parte la sta guidando il pluri pallone d'oro  che oltre ad avere aggiustato denti e pettinatura,  e limato una tartaruga che sopravviverà anche ai cambiamenti climatici, ha cambiato una tremebonda accozzaglia di vincitori di scudetti (serial killer della serie A), in un gruppo straordinario che può far sua la coppa. A patto che continui a comandare lui, perché è solo merito di   Cristiano  Ronaldo, se la Juventus potrà ancora vivere questo sogno! Il nuovo re di  Torino: finché morte non li separi! Ma questa è un'altra storia.

Real Madrid v Club Atletico de Madrid -
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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