Ronaldo e la Juventus trascinano la rinascita del calcio italiano

In Europa, a parte qualche fisiologico scivolone, le nostre squadre volano. E anche la nazionale di Mancini sembra in netta ripresa dopo anni bui

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(130 articoli pubblicati)
Juventus - Cristiano Ronaldo Day

E' un momento magico per il calcio italiano,  se fossimo negli  States parleremo però di elezioni di Mid Term che potrebbero cambiare la governance ma che non è sicuro che ci riescano.

Di certo trascinate dalla nuova mentalità della Juventus, finalmente non tremebonda in  Europa senza gli scempi di  Conte e i difensivismi ad oltranza di Allegri, le squadre italiane hanno cambiato passo, anche  se dopo solo tre gare della fase a gironi è ancora molto presto.

"Le ossessioni sono il contrario dei desideri: si realizzano sempre", e il  Santo Graal della Juventus, il punto di svolta, è la vittoria in   Champions. Mai così alla portata come quest'anno, dove i dettagli saranno sempre dietro l'angolo.

L'avvento di Cristiano Ronaldo ha alzato l'asticella da parte di tutti ed è l'uomo che ci voleva per questo tanto atteso salto di qualità della formazione del presidente Agnelli.

Ma neanche le altre stanno a guardare anche se bisogna valutare esattamente le prestazioni.

La Roma, dopo essere stata umiliata nella prima giornata dalle macerie del Real Madrid dell'ormai ex tecnico Lopetegui, si è ripresa goleando il Viktoria Plzen e il  Cska Mosca, l'equivalante europeo di compagini dalla forza paragonabile alla Nocciolese di Giampedro Bernardinho degli anni d'oro.

Nulla di esaltante ma solo il dovere compiuto da una squadra massacrata in estate da Monchi che in campionato balbetta in maniera inquietante come dimostra la sconfitta assurda in casa con la Spal, squadra destinata a un campionato di sofferenza estrema in coda alla classifica.

I giallorossi hanno perso molto della forza della scorsa stagione a dimostrazione che non sempre si riesce a fare miracoli vendendo i migliori.

Il Napoli di Carlo Ancelotti è la piacevole novità invece, con una mentalità europea ha abbattuto il Liverpool e sfiorato la vittoria a Parigi contro il  Psg del tuffatore professionista Neymar e del sogno proibito Cavani. Un tecnico, quello di  Reggiolo, che finalmente ha liberato i partenopei dal talebanismo di  Sarri che aveva portato a perdere l'ultimo scudetto con l'ostinazione per sempre i soliti undici. Rendendo importantissime quello che  erano le seconde linee e che ora  insidiano spesso i titolari, la formazione azzurra è la vera rivelazione e può andare molto lontano in ogni competizione. 

L'Inter, umiliata e derisa a Barcellona anche dall'ex Rafinha ben oltre la sconfitta per 2-0, in realtà è una formazione in crescita che manca forse della mentalità giusta in alcune gare.   Spalletti, che in campionato vola, ha ancora molto da lavorare, ma la strada è quella giusta è il girone di ferro sembra ormai superato.

"L'abisso non è condivisibile. Per questo il male affonda le sue radici più profonde nei singoli individui, e la loro trasparenza è un buio senza fine, una finestra sull'inferno". Questa è la sintesi di quello che ne è stato del calcio azzurro dopo la scandalosa gestione di Giampiero Ventura, detto Sventura, che con scelte inaccettabili ci ha umiliato per sempre escludendoci da uno dei Mondiali più scarsi di sempre (nonostante quello che dica Mediaset). Ma con Mancini, finalmente, qualcosa si è visto puntando sulla tecnica è arrivato un successo scacciacrisi contro la Polonia  in casa loro.

E' quella la strada giusta, il gioco, e il tecnico di Jesi lo sa. Bisogna però puntare più sugli italiani in campo e nelle grosse squadra. Troppi giocatori stranieri dalla mediocrità inaccettabile calcano ancora la serie A e non si fa nulla per evitare questo scempio.

Adesso in FIGC è arrivato Gravina, in questa immensa odissea nello strazio, di una  lega calcio italiana massacrata da ricorsi, da TAR e da tutto quello che ne consegue:  speriamo che molti dirigenti svaniscano nel nulla per il bene del nostro calcio.

E da la che parte la riforma che darà lo slancio definitivo alla rinascita di un calcio italiano che sta vivendo un momento buio da troppo tempo.

Ma questa è un'altra storia.

Manchester City v Liverpool - UEFA Champ
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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