Rimonte leggendarie e spettacolo: è la Champions più folle di sempre

Il primo giugno a Madrid ultimo atto di un'edizione segnata da grandi rimonte. Leggendaria quella del Liverpool, ancor più speciale, però, quella del Tottenham

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(106 articoli pubblicati)
Ajax v Tottenham Hotspur - UEFA Champion

Prendete tanto spettacolo, mescolatelo con energica passione, aggiungente divertimento ed emozioni a dismisura, ed infine, il tocco finale: un pizzico di follia. Shakerate, ed ecco a voi la Champions League 18/19; l'edizione più imprevedibile e pazza della storia, un concentrato di rimonte che mai avevamo visto tutte insieme in una sola annata.  

I fuochi d'artificio sono iniziati sin da subito, dagli ottavi di finale. Ci ha pensato il Manchester United ad inaugurare la serie, ribaltando lo 0-2 subito all'Old Trafford dal Paris Saint Germain, e vincendo, poi, 3-1 al Parco dei Principi. Quindi è stata la volta della Juventus, rovesciare il pronostico sfavorevole, dopo la sconfitta 2-0 patita a Madrid dall'Atletico, asfaltando la squadra di Simeone 3-0 all'Allianz Stadium. Ma è stato soprattutto l'Ajax a lasciare subito un'impronta indelebile nella storia di questa Champions. Il pubblico del Santiago Bernabeu è stato il primo ad ammirare il gioco spumeggiante ed irriverente dei lancieri, assistendo, loro malgrado, all'incredibile disfatta casalinga dei pluricampioni del Real Madrid, affondati 4-0 dai ragazzi terribili di Ten Haag, dopo aver vinto la sfida d'andata 2-1 ad Amsterdam.

Ma è ovvio che sono state le due semifinali che hanno contributo a rendere unica quest'edizione. Due rimonte impossibili, leggendarie. Tutti, dopo l'andata, davamo per scontata una finale tra Barcellona ed Ajax. Non abbiamo fatto in tempo a celebrare il ritorno dell'invincibile Barça, a sbellicarci le mani per il giovane Ajax e il suo gioco che siamo stati subito smentiti. Liverpool e Tottenham sono andati oltre l'immaginario, sono stati capaci di stravolgere tutto nella gara di ritorno, e con protagonisti che non ti aspetti. Origi e Lucas Moura. Eroi per una sera. I loro nomi scolpiti in maniera indelebile in queste due grandi imprese. 

Se quella del Liverpool è stata senza dubbio leggendaria, quella degli Spurs, è stata epica. Perché a differenza di tutti i ribaltoni a cui abbiamo assistito, non si è sviluppata nel corso dei 90 minuti. Non abbiamo avuto sin dai primi momenti la sensazione che potesse succedere qualcosa d'imprevedibile e di unico. Gli uomini di Pochettino, dopo lo 0-1 subito a Londra, si sono trovati sotto di due gol al termine del primo tempo della sfida di Amsterdam. All'intervallo, quindi, nessuno avrebbe potuto immaginare cosa sarebbe successo da lì a poco. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul Tottenham in finale. Ed invece, i londinesi sono rientrati in campo nella ripresa con quell'insanabile follia tipica di chi è voglioso di scrivere una pagina leggendaria di sport. E ci riescono.

La doppietta di Lucas Moura pareggia i conti e riapre clamorosamente i giochi con l'Ajax, regalandoci così, un finale al cardiopalma ed aperto a qualsiasi risultato. Il prosieguo della gara, infatti, è uno spettacolo nelle spettacolo, occasioni per entrambe. Sembra di rivedere l'incontro tra Rocky e Apollo Creed, quando i due pugili nel finale, con le ultime forze rimaste, si tirano un pugno a testa nella speranza che l'altro cada per primo. E come nel mitico film di Sylvester Stallone, avviene proprio all'ultimo respiro, all'ultimo secondo, con Lucas Moura che mette a segno la sua tripletta personale e manda al tappeto i giocatori dell'Ajax, riversi a terra disperati per aver visto svanire un sogno proprio sul traguardo. Sensazioni che si contrastano, invece, con l'euforia sfrenata dei giocatori del Tottenham. Un mix di emozioni che gli uomini di Pochettino avevano entrambe vissuto nel turno precedente, in un altra gara leggendaria, quella con il City, passando dalla disperazione al gol di Sterling al minuto 93', che per un attimo aveva mandato i citizens di Guardiola in semifinale, alla felicità più sfrenata quando un attimo dopo la rete fu annullata con il Var.

Questo è il calcio che ci piace. Ed ora mettevi comodi, e preparatevi ad assistere ad una grandissima finale, ma senza fare pronostici. Potreste essere smentiti in un attimo.

Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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2 COMMENTI

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  1. studioaprilia - 7 mesi

    sicuramente quella del liverpool, sia per la caratura dell’avversario, sia per la modalità di come è avvenuta.

    1. ale.anto200_690 - 7 mesi

      Per la caratura dell’avversario sono d’accordo con te, anche se il Barcellona è recidivo, visto che la stessa cosa gli era successo lo scorso anno. Quella del Tottenham però si è sviluppata nei secondi 45′ minuti, partendo da una situazione praticamente ancor più disperatamente, in una situazione dove credo qualsiasi altra squadra avrebbe gettato la spugna, per questo a mio personale giudizio la preferisco.

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