Post Juve-Atletico, il migliore in campo è Max Allegri

Cristiano Ronaldo è stato acquistato per notti come questa ed è la marcia in più di questa squadra, ma i meriti non sono esclusivamente suoi.

di Andrea Macr
Andrea Macr
(6 articoli pubblicati)
Un grande gruppo coronato dallalieno n7

Se c'è un uomo che, a parer mio, merita le prime pagine dei giornali, questo è Mister Allegri. Ennesimi elogi per Cristiano Ronaldo (che si è dimostrato un'altra volta uno se non il giocatore più decisivo di sempre) sarebbero sprecati, ma dietro al risultato e ai gol, c'è veramente tanto.

I primi due gol sono arrivati con dei cross, arma che di solito contro l'Atletico spara a salve, ma la scelta di abbassare Emre Can sulla linea dei centrali è risultata decisiva per aprire una squadra chiusa bene centralmente. Chiellini da una parte e il tedesco dall'altra erano i primi ad iniziare l'azione creando così superiorità numerica sugli esterni. Una volta che in area poi erano presenti sia Mandzukic che Cristiano (al quale nella gara di andata era mancata proprio la presenza in area di rigore), le marcature dei due centrali poco aiutati dai terzini, non erano così precise.

Una volta che l'Atletico poi si è messo a 3 davanti, la squadra ha modificato il suo assetto in un 4-4-2 ma mantenendo la voglia e l'atteggiamento che avevano portato il risultato sul 2-0.

Il terzo gol invece spicca sotto un altro punto di vista: Bernardeschi, dopo una partita dispendiosa e di grande caratura tecnica, supera in velocità e fisico Correa che era entrato da poco, dimostrando che i carichi di lavoro sono stati smaltiti e ora la squadra è nella forma miglioreAlla forza fisica si è aggiunta quella mentale che portava i bianconeri sempre primi sulle seconde palle, freddi e concentrati concedendo molto poco a una squadra che si esalta in contropiede ed un dato risuona su tutti: 0 calci d'angolo battuti dall'atlantico, cosa che l'allenatore aveva richiesto in mattinata quando preparava queste situazioni.

Serviva dunque una partita oltre che fisica, giocata con la testa; come ha sottolineato Allegri, questa non era la partita dell'anno perché se vinta avrebbe portato a dover giocare i quarti e chissà magari altre partite di questo calibro; la squadra dunque non doveva comportarsi come se la partita durasse "10 minuti" ma pur mantenendo la cattiveria agonistica doveva trovare momenti per rifiatare e farlo mettendosi in posizione per non lasciare spiragli ai Colchoneros.

Data una partita esemplare da parte di tutti i  titolari, un'ultima parentesi va aperta su Dybala: costretto a rimanere in panchina in mancanza di altri sostituti nei ruoli offensivi, è entrato anche in una partita in cui il tecnico preferiva non cambiare per non scombussolare una squadra che stava eseguendo molto bene le sue richieste (Mandzukic esce solo perché acciaccato e il terzo cambio non viene neanche utilizzato). Il suo ingresso (oltre che per il cambio di modulo) è stato molto importante, la palla tra i suoi piedi era in cassaforte grazie alle sue doti nel dribbling e in caso venisse persa, l'argentino era rapido nel ripiegare sull'uomo e tornare in una posizione non sua (esterno del 4-4-2). Con il ritorno di Cuadrado e Douglas Costa sarà difficile strappargli il posto da titolare. 

Gesto tecnico fisico e di coordinazione
Fonte: l'autore Andrea Macr

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