Nemmeno l’arbitro ferma una grande Juve che espugna Valencia

L'ingiusta espulsione di CR7 non ha fermato una squadra in grado di giocare con coraggio in dieci uomini, ed in grado poi di vincere con due rigori di Pjanic

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(94 articoli pubblicati)
Juventus v SS Lazio - Serie A

CR out. E’ nelle difficoltà che capisci quando una squadra è davvero pronta ad ambire ai massimi obiettivi, e ieri sera la Juve ha fatto capire a tutti quanto sia davvero pronta a vincere la Champions League. La folle espulsione di Ronaldo a più di un’ora dalla fine poteva ammazzare anche la più solida delle corazzate, ma invece ha prodotto una reazione da grandissima squadra con una partita giocata a  viso aperto fin che gambe e fiato lo hanno consentito, e la vittoria è il giusto premio per una prestazione da mandare ai posteri. Prima della cacciata, CR7 si era peraltro prodotto in una prestazione da leader, mettendo il piede in tutte e tre le occasioni prodotte dai bianconeri, e quindi pareva giustificabile pensare ad una Juve che, in dieci e senza il suo miglior giocatore, avrebbe tentato di portare a casa quantomeno un pareggio. Così non è stato ed ora i tifosi juventini possono davvero sognare, perché a questa squadra nessun obiettivo pare precluso.

La sinfonia del pianista. Il Valencia parte con atteggiamento aggressivo tentando di soffocare sul nascere la manovra bianconera, ma Allegri ha studiato bene gli avversari e capito come spegnerne gli ardori. Possesso palla e movimenti delle mezzali per scardinare una difesa spagnola non proprio irreprensibile, che deve ringraziare solo l’imprecisione di Mandzukic e soprattutto Khedira ma anche la buona sorte nella duplice occasione ravvicinata di Bernardeschi e Matuidi. Tre limpidissime occasioni e l’impressione di dominio assoluto del gioco. Questo prima che, allo scadere della mezz’ora, l’assistente Fritz non chieda all'arbitro Brych di espellere Ronaldo, reo di una spettinata a Murillo. E così un incredulo Cristiano deve allontanarsi dal campo dopo avere subito la prima espulsione in carriera nella massima competizione europea. Non tutto il male viene per nuocere, perché nei successivi minuti la Juve fa capire quanto è forte, giocando come se nulla fosse successo e continuando a cercare il gol, che arriva grazie al rigore trasformato da Pjanic in seguito a trattenuta su Bernardeschi poco dopo una traversa colpita da Cancelo. L’ex interista gioca peraltro un match di livello altissimo, concentrato in difesa ed inarrestabile nelle fughe offensive. E’ sulla strada giusta per contendere a Carvajal lo scettro di migliore al mondo nel ruolo. Bene anche lo stesso Bernardeschi, encomiabile nelle diagonali difensive e sempre determinante quando arriva vicino all'area avversaria.

Il raddoppio, altro rigore del pianista bosniaco, arriva al minuto cinquanta in seguito ad un’ingenua trattenuta su Bonucci per opera dello sciagurato Murillo. Un rigore ottenuto con esperienza da Leo, che regala inoltre una prestazione super da comandante arretrato e fa capire come mai la Signora lo abbia preferito al più giovane Caldara.
Ci si aspetterebbe una reazione rabbiosa da parte del Valencia, ma un paio di tentativi velleitari di Soler dalla distanza ed un colpo di testa abbondantemente fuori di Rodrigo sono il misero risultato della produzione offensiva dei padroni di casa. All’ultimo minuto di recupero ci pensa però l’ineffabile Brych a dare un minimo di suspense. Decide infatti di assegnare un rigore inesistente per presunto fallo di Rugani, ma Szczesny dice no a Parejo e quindi finisce con un giustissimo zero a due a favore della squadra nettamente migliore.

Avanti. Sperando che la Uefa non aggiunga danno alla beffa e quantomeno limiti ad una giornata la squalifica di CR7, di modo da non privare i tifosi italiani ed inglesi dell’attrazione principale di Manchester United-Juventus, ora alla Juventus non resta che mantenere la ferocia e l’atteggiamento propositivo visto ieri. Khedira e Douglas Costa hanno abbandonato il campo per problemi muscolari, ma quest’anno la rosa a disposizione di Allegri consente di affrontare anche infortuni e malanni vari. Questa Juve fa davvero paura a tutti. 

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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