Le italiane e l’impatto con le partite di Champions League

"La Champions è un'altra cosa" è la frase che più riecheggia nei salotti televisivi prima e dopo le partite in Europa. Ma nulla è perduto dopo i primi 90.

di Dario D'antoni
Dario D'antoni
(35 articoli pubblicati)
higuain ronaldo sandro khedira

La musichetta è tornata. Le partite del martedì e del mercoledì sera hanno ripreso a tenerci compagnia e lo faranno sino alla prima parte di dicembre.

Giocarsi le proprie carte in Europa è l'obiettivo che le quattro squadre italiane si sono prefissate, sin dalla fine dello scorsa stagione calcistica. Chiaro che ognuna di esse scende in campo con aspettative diverse, ma quando vinci una partita di Champions League tutto assume un sapore diverso, più pregiato, più sfizioso.

Dopo la prima due giorni di Champions, l'unica italiana ad aver assaporato il gusto della vittoria è stata il Napoli. La squadra partenopea, è bene sottolinearlo, va celebrata per aver sconfitto i campioni in carica del torneo, il Liverpool. In un'atmosfera magica e incandescente, regalata dal San Paolo di Napoli, gli uomini di Carlo Ancelotti hanno bissato il successo dello scorso anno ai gironi con un convincente 2 a 0 firmato Mertens-Llorente. Gli 11 scelti dal mister di Reggiolo hanno messo tanta determinazione sul campo, dimostrando una maggiore voglia di portare a casa i 3 punti. Da menzionare la prestazione dell'intero pacchetto difensivo, con due esordienti come Meret e Di Lorenzo che non hanno per nulla sofferto l'emozione della prima volta in Champions. Due giovani che strizzano l'occhio anche alla nazionale e al commissario tecnico Mancini.

Per Juventus ed Inter è arrivato un punto ciascuno, ma che lascia sensazioni differenti nei due ambienti. 

I nerazzuri hanno disatteso le attese, tanto da non rispettare nè i favori del pronostico nè il fattore campo. L'1-1 finale contro lo Slavia Praga rappresenta un incidente di percorso, che sicuramente Antonio Conte e i suoi non vorranno più ripetere. Ma è stata soprattutto la prestazione della squadra a non convincere; poca incisività da parte dei padroni di casa, tanto sul piano fisico quanto su quello tecnico. La nota più positiva è stata la prima rete di Barella, entrato dalla panchina con il piglio giusto e abile ad impattare bene il pallone dopo una respinta della difesa dello Slavia. Pochi spunti invece dalla coppia d'attacco Lukaku-Lautaro, una coppia che però ha a tutto per rifarsi sin da sabato sera, quando a San Siro andrà in scena Milan-Inter. In attesa di colpire in uno dei palcoscenici europei prestigiosi, ovvero il Camp Nou di Barcellona, avversaria dell'Inter tra due settimane.

Il battesimo europeo di Maurizio Sarri sulla panchina della Juventus è stato caratterizzato da un crescendo di emozioni. Vincere in casa dell'Atletico Madrid - squadra da sempre ostica da affrontare, specie sul proprio campo - avrebbe garantito un'iniezione di fiducia non da poco per i bianconeri. Il doppio vantaggio di Cuadrado e Matuidi ha entusiasmato i tifosi presenti allo stadio e quelli seduti sul divano di casa, i quali hanno dovuto faticosamente assorbire la beffa del pareggio di Herrera al 90 minuto. Luci ed ombre quindi, ma il percorso di crescita di una squadra che quest'anno ha  intrapreso un nuovo progetto tecnico passa soprattutto da prestazioni incoraggianti come quelle di ieri sera. In difesa meglio i senatori Bonucci e Alex Sandro, mentre non convincono ancora del tutto i nuovi acquisti De Ligt e Danilo. La sensazione è che gli sprazzi di bel gioco mostrati in campo possano, con il tempo e con il duro lavoro, trasformarsi in solide certezze.

Chi non ha propria nulla di cui essere soddisfatta è l'Atalanta di Gasperini, crollata già a fine primo tempo sotto i colpi di una Dinamo Zagabria cinica sotto porta e anche ricca di discrete individualità, spiccano su tutti l'autore della tripletta Orsic e il talentino classe 1998 Dani Olmo, sondato anche dal Milan in estate. L'obiettivo dei bergamaschi sarà rifarsi contro lo Shaktar Donetsk, ma ci vorrà ben altra prestazione per ottenere i primi 3 punti nella storia del club in Champions.

Il sogno chiamato ottavi è alla portata, ma il cammino si annuncia insidioso e affascinante. Lo spirito deve essere quello di non mollare mai, perchè nulla è perduto dopo i primi 90!

Fonte: l'autore Dario D'antoni

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