L’Ajax gioca a calcio, la Juventus non riesce nemmeno a correre

Meritata eliminazione dei bianconeri preparati male fisicamente, ricchi di infortunati, senza nessun gioco: Allegri indifendibile deve fare un passo indietro!

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
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Martedì sera si è consumato l'ennesimo crimine sportivo di un condottiero completamente inadeguato a guidare una grande squadra come la Juventus. La rabbia per l'ennesima, inquietante, inaccettabile prestazione non passerà nemmeno per mesi. Non ci sono scuse, l'Ajax in semifinale verrà asfaltato, l'anno prossimo vendendo i suoi due unici gioielli (De Ligt e De Jong, il resto è solo fuffa) si disgregherà, non farà la storia, ma ha mostrato che ci sono frasi che sono perennemente fuori luogo: definire "non allenante" un campionato è da stupidi.

In Olanda ci sono solo due squadre: Ajax e Psv, con ogni tanto il Feyenoord a rompere le uova nel paniere. Poi il livello delle formazioni in gara nella Eredivisee è pari a quello di una serie C di bassa classifica. Eppure quando vedi giocare questi ragazzi in maglia biancorossa, guidati da Tee Haag , osservi che stanno giocando a calcio, che sanno fare i passaggi, che corrono e che sanno esattamente dove mettersi in campo.

E ti rendi conto che nella Juventus forse solo  De Ligt e  De Jong giocherebbero titolari, gli altri farebbero tribuna: ma tutti insieme sono una meravigliosa sinfonia. Domenica la squadra del presidente Agnelli vincerà l'ottavo scudetto consecutivo, ma non ci sarà nessuna festa. Anche senza l'immenso Cristiano   Ronaldo i bianconeri avrebbero vinto il titolo tale e tanta la differenza contro avversarie mai così scarse. Il campionato allenante.

Ma prendere CR7 voleva dire, questa estate, che si puntava chiaramente alla Champions League, con il maestro di questa competizione che anche nella stagione attuale non ha tradito le attese, nonostante le palle giocabili fossero sempre vicine allo zero. Allegri, questo il nome del presunto allenatore di una squadra che di fatto si autogestisce anche piuttosto male da diversi anni, è responsabile con il suo staff del tracollo di ieri sera. Gli errori sono notevoli da anni, ma il tecnico l'ha sempre fatta franca perché in Italia era troppo facile vincere. Una squadra che non ha mai corso, se non al ritorno con l'Atletico Madrid, che non ha gioco e che non sa fare più di due o tre passaggi di fila.

E' riuscito a non vincere uno scudetto al Milan con Ibrahimovic,  impresa ai confini dell'irreale.  Ha nel suo curriculum un numero di giocatori infortunati che ogni anno non sono e non saranno mai un caso. Si parla di lui di mago della panchina per i cambi, ma quando in panchina hai calciatori dello stesso di quelli che stanno in campo è facile che cambiando e con una certa freschezza le cose cambino. Il livornese "corto muso" in realtà è sempre a corto di fiato: l'Ajax gioca 90 minuti, la Juventus una trentina. E non è la prima volta che ciò accade.

Una mentalità difensiva che alimenta scelte assurde come quelle di insistere su giocatori non da  grande squadra come De Sciglio, che ha lo stesso carisma e coraggio di Andrea Ranocchia, o su Mandzukic che da un anno e mezzo si trascina. Sfigurando con utilizzi sbagliati  Paulo  Dybala, che ieri sera è stato messo in marcatura su De Jong, e tanti altri giocatori.  La paura trasmessa alla squadra ci ha permesso di vedere gare in trincea sul limite dell'area con  Bayern, Real Madrid, Tottenham, Napoli tra le mura amiche. La cultura della gestione ha fatto perdere il ritmo da tenere nelle gare vere.

I muscoli dei calciatori allenati male (intanto licenziamo il preparatore atletico) si sfaldano senza motivo (apparente).  Liti con giocatori come Benatia e Dani  Alves o Tevez, presi in giro e mal utilizzati dal livornese. Questo e tanto altro devono fare riflettere una società sulla riconferma di un tecnico inadeguato,  con un gioco noioso e mai coinvolgente, senza una idea vera.  Presidente Agnelli, molta gente l'anno prossimo non seguirà la Juventus se resterà Allegri: l'ambiente non lo ama e tutti vedono quello che solo voi non vedete. Per vincere ci vuole gioco, corsa e cuore: l'Ajax insegna. Ma questa sarà un'altra storia.

Real Madrid Celebrate After Victory In T
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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