La vita degli ex calciatori Cristian il Nero e di Igor il russo

Hanno seminato il terrore negli anni 80 nelle aree di rigore di tutto il mondo, i loro soprannomi li accompagnano anche oggi nella loro nuova vita

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(134 articoli pubblicati)
panz e kj

Cristian Panzeric e Juri Turkylmaz, fratello adottivo dell'ex centravanti del Bologna degli anni 90, ormai sono lontani dal mondo dorato del calcio, che li ha mantenuti in vita per molti anni. Quando la loro stella è tramontata si sono dovuti arrabattare  a  combattere per la sopravvivenza e le botte date e prese in area di rigore sono un vecchio ricordo.

Panzeric,  detto "il Nero" perché entrava sempre in campo con una testa di Mussolini (la sua copertina di Linus) in gesso, ha pagato care le sue passioni politiche ed è stato emarginato anche da Mediaset Premium dove lavorava, dopo che lo sport ha chiuso. Juri, "il  russo", con il suo sguardo perennemente fisso nel vuoto, era così innamorato del pallone da averne uno tatuato sulla prominente pancia (forse per confondere gli avversari).

Senza un lavoro e senza possibilità economiche i due ex gemelli diversi del goal, adesso frequentano i peggiori bar di Milano alla ricerca del Campari perduto e spesso dimenticandosi di pagare il caffè a chi li incontra. E' un continuo rincorrersi e correre per trovarli e parlarci, ma una volta superata la loro diffidenza ti raccontano aneddoti  straordinari.

Panzeric ci dice subito, mentre  sorseggia  un rosso d'annata (abbastanza cattivo): "Ormai  faccio tutto in  nero, come del resto è il mio soprannome. Pur di non pagare le tasse ho preso la cittadinanza cinese anche per i miei trascorsi in Asia. Dopo cinque anni cambio lavoro e non pago mai l'Iva. Fa parte del mio carattere!"

Juri invece fa il tagliaunghie nel tempo libero e ristruttura continuamente casa sua: "Ho sposato una donna che ama cambiare, viviamo in centro a Milano e ho fatto debiti per cambiare l'appartamento. Adesso, dopo la ventiduesima ristrutturazione, ho venduto lo scooter e  non ho più nemmeno una presa (se non per i fondelli) nella mia camera. Ho perso anche il senso dell'orientamento in casa. Una vita di stenti".

Non è proprio la vita del calciatore che gli manca: "Ho accanto casa un negozio di massaggi cinesi, sicuramente migliori del fisioterapista del Galatasaray".

L'embargo russo ha bloccato le speranze di Turkylmaz  di allenare in Unione Sovietica: "Mi hanno proposto la panchina dell'URSS ma le cose non mi quadravano. Infatti quando sono arrivato non esisteva più l'Unione Sovietica. Mi sono reso conto di essere un uomo fuori dal mio tempo. Ma non amo leggere il giornale, quindi non sono mai aggiornato" .

Cristian il Nero invece ha visto penalizzata la sua carriera dalle donne, vero tallone da  ...Killer: " Sono stato molto precoce con le donne. Pensate che a 14 anni già non le capivo. Tutte dicevano che ero diverso...ma....Ricordatevi che con questa storia del “Siamo troppo diversi per stare assieme”, oggi non avremmo il vitello tonnato".  Non fa una piega.

Juri il Russo aggiunge, in presa a una sorta di coma etilico indotto: "Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco.  Se non puoi essere insostituibile, renditi indimenticabile.  Questo è il mio motto"

Cosa vedete nel vostro futuro dopo la strage di palle goal che ha condizionato il vostro passato da bomber  a costo zero: "Non c’è presa più salda della presa di coscienza - dice Cristian - si riduce tutto alla fortuna di trovare qualcuno che abbia il nostro stesso, identico, concetto di voglia".

"Più che la scelta, ci definisce, la rinuncia - aggiunge il russo - il futuro deve essere come la luce in fondo al tunnel, anche se credo che non ci sia in realtà un fondo e che siamo solo in una grande rotonda".

Cosa vi manca più del calcio: " Una volta anch'io ho giocato d’azzardo, ho puntato tutto sulla fiducia. Nel calcio le scommesse che facevamo erano bellissime, ma le sconfitte che arrivavano erano peggio, quindi non mi manca nulla": dice Juri mentre scappa senza pagare.

Mentre rincorro Cristian con lo scontrino in mano e dico che pagherò io, questi aggiunge salutandomi: "Che teneri siamo quando scappiamo e l’unica cosa che ci sta inseguendo è la nostra ombra"

Ma questa è un'altra storia!

Mediaset Announces Annual Results 2008
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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