Juventus, Allegri: sicuro che non serva a te un dottore?

Dal modulo alla mancata reazione dopo il dominio Spurs del primo tempo, il tecnico ha le sue responsabilità sul pareggio di Torino

di Roberto Avallone
Roberto Avallone
(24 articoli pubblicati)
Genoa CFC v Juventus FC - Serie A

Se ne sono dette già tante dopo il pareggio dell'Allianz Stadium tra Juventus e Tottenham e molte di queste hanno in comune una critica sull'atteggiamento in campo dei bianconeri sul punteggio di 2-0 in loro favore. Non posso che trovarmi d'accordo, assolutamente, ma non solo.

Mister Allegri, in conferenza stampa post-gara, ha ribadito l'invito a farsi vedere da un dottore qualora si pensasse che la Juventus affronti la Champions vincendo le gare 3-0. Ora, caro Max, sono anche io dell'idea che la squadra non sia strutturata per offrire un dominio del genere contro le corazzate europee (anche se i londinesi non rientrano in questa categoria ndr) ma tu sei uno dei motivi principali per cui non si riesce a raggiungere quest'obiettivo.

Lungi da me accodarmi al gregge di "tifosi juventini" che al primo pareggio o ko ti indicano la porta dopo anni di successi: sono il primo a togliermi il cappello davanti ai risultati delle ultime stagioni. Però, sarà la mia grande passione, sarà la mia vocazione professionale, sarà che mi reputo un osservatore e un critico oggettivo dei fatti, quando sbagli, te lo dico direttamente, come se ti avessi davanti.

Perché il 4-2-3-1?
Con l'assenza di Matuidi sei tornato ad un centrocampo a 2 che ha mostrato tutte le sue lacune ad inizio stagione. La difesa era vulnerabile e si subiva tanto prima che il centrocampo a 3 risolvesse la situazione, perché tornarci?
Il Tottenham ha preso in mano il centrocampo e con il suo fraseggio ha letteralmente giocato al gatto con il topo, il gol era sempre nell'aria e questa sensazione logorava dall'interno qualsiasi tifoso juventino. Douglas Costa in posizione da trequartista/interdittore ha reso meno di zero e la difesa boccheggiante non gli dava nemmeno la possibilità di scattare in contropiede.

Perché Mandzukic?
Il croato le sta giocando tutte. A Firenze ha preso una botta che lo ha visto passeggiare in campo negli ultimi minuti e anche ieri non ha offerto nulla in fase offensiva né in quella difensiva. Nel secondo tempo si è bloccato da solo ed è stato curato dai dottori a bordo campo prima di essere rispedito in pista. Si era sul 2-1, perché non hai avuto il coraggio di inserire Sturaro o Asamoah al suo posto? Dembelé ha fatto il Pirlo in tutta tranquillità, occorreva mettergli un mastino alle calcagna e in assenza di Matuidi potevi pescare dalla panchina portando in seguito Douglas sull'ala dove fa più male.

Perché il catenaccio sul 2-0 al 10' del primo tempo?
Sugli spalti si ballava, si era sul 2-0 e mai si era visto un approccio fenomenale del genere. Ci si aspetta una Juve assatanata e invece che succede? Tutti scappano indietro e si piazzano a pochi metri da Buffon, praticamente. Non è la prima volta, questa squadra si sistemi in una difesa "esagerata" contro chiunque, anche in Serie A. Però questa è la Champions e il livello è diverso. I bianconeri hanno smesso di attaccare puntando su contropiedi mai nati se non in una circostanza, sprecata da Higuain, e contando sulla propria difesa. Di base può andare, la retroguardia è un'arma importante ma impostata così alla lunga crolla. Gli avversari con il pressing sono già sulla tua trequarti e se sbagli un passaggio si aprono varchi (Kane?) o la tiritera ricomincia perché sono tutti lì, sui 30 metri. Avrei capito un atteggiamento simile a 15-20 minuti dalla fine, non dall'inizio della partita.

La Juve ha grandi potenzialità ma per una ragione o un'altra ne esprime il 30%. Spesso la manovra è figlia delle invenzioni dei singoli e il pensiero "prima non prenderle" è una costante pericolosa, specialmente in Europa. Con questo non suggerisco di giocare "all'arma bianca", bisogna sempre usare la testa e l'organizzazione pensando a vincere la guerra e non una battaglia. La Champions, però, dagli ottavi in poi non offre troppe chance di recuperare, come ha detto lo stesso Allegri in conferenza, e serve sfruttare l'attimo.

Elogi e critiche fanno parte del gioco: prendiamo un appuntamento insieme?

Fonte: l'autore Roberto Avallone

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