Juve per la Champions come in un film

La gara di ritorno a Torino contro l'Ajax andrà affrontata dai bianconeri nel miglior modo possibile sia tattico che mentale

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(116 articoli pubblicati)
Ajax v Juventus - UEFA Champions League

La Juventus  martedì sera in vista del ritorno del match valido per i quarti di finale contro l'Ajax è chiamata ad ispirarsi e mettere in pratica quello che Spike Lee affermava in una delle sue più celebri pellicole ossia quel "Fa' la cosa giusta" che diventa in questo caso esortazione inevitabile per i ragazzi di Allegri i quali a Torino non possono fare altro che "prestare ascolto" in un certo qual modo al cineasta americano. La squadra bianconera è stata costruita in estate per vincere la coppa dalle grandi orecchie e pertanto da inizio stagione il radar juventino ha puntato Madrid città in cui quest'anno si disputerà l'ultimo atto della massima competizione europea per club, ovviamente per arrivare a questo appuntamento bisogna passare prima per tutte le tappe intermedie.

La sensazionale rimonta nei confronti dell'Atletico Madrid ha lasciato indubbiamente pensieri positivi che possono rivelarsi decisivi nel processo di crescita dei ragazzi di Allegri, ma come si sa nel calcio ogni partita fa storia a sé. L'andata di Amsterdam ha mostrato quanto l'Ajax sia squadra vera in grado di eliminare il Real Madrid non a caso. I lancieri olandesi hanno un gruppo capace di esaltare i singoli, con un gioco fluido ma al tempo stesso concreto di ispirazione "tedesco - olandese" grazie all'allenatore ten Hag il quale ha maturato una grandissima esperienza al fianco di Pep Guardiola al Bayern Monaco quando l'attuale tecnico dell'Ajax allenava le giovanili bavaresi potendo così studiare da vicino il maestro catalano.

Il concetto di squadra inteso come una sinfonia in cui i solisti sanno fare la loro entrata al momento giusto, come si è potuto venire vedere ad Amsterdam dove ad esempio Neres ha saputo accendersi dove e quando ve ne era di bisogno. Ziyech, De Jong, Tadic, Neres appunto sono pericoli costanti che la Juve può provare ad arginare solo rompendo il ritmo degli avversari. La mossa Douglas Costa potrebbe rivelarsi importante forse addirittura dal primo minuto e qualora la speranza di Allegri di recuperare sia Emre Can che Chiellini divenisse realtà essa saprebbe dare un indirizzo diverso alla partita.

Soprattutto l'ex Liverpool garantirebbe quella "furia" agonistica in grado di sovvertire l'egemonia in zona centrale degli olandesi. Infine la dinamicità di Kean potrebbe anch'essa spezzare la difesa avversaria orfana di un elemento importante quale Tagliafico assente causa squalifica. Elemento poi principale è CR7 in goal all'andata e a segno per 64 volte nella fase ad eliminazione diretta della Champions (su 125 reti totali). Cristiano è il risolutore che ogni squadra vorrebbe al proprio interno e sulla propria infinita voglia di successo che il club torinese deve puntare.

Ciò che è certo è che comunque nulla appare scontato e la qualificazione è più che mai aperta ma la Juve ha tutte le carte in regola per potercela fare, magari tenendo a mente le parole di Sun Tzu secondo cui “L’attacco migliore è quello che non fa capire dove difendersi. La difesa migliore è quella che non fa capire dove attaccare.”

Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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