Juve, la vittoria col Valencia traccia la rotta per  la Champions

Il gol di Mandzukic regala gli ottavi ed un probabile primo posto, ma la partita con il Valencia ha soprattutto evidenziato quel che ancora manca per vincere.

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(94 articoli pubblicati)
Juventus v SS Lazio - Serie A

Ronaldzukic. Il magnifico duo colpisce ancora, fantastico assist di CR7 e tap-in vincente di Marione e così il Valencia è domato e il passaggio del turno assicurato. Basterà vincere in Svizzera con lo Young Boys per arrivare primi ed evitare agli ottavi di finale clienti scomodi come Barça, City, Bayern e Real Madrid. Tutto bene quindi, ma visto che il cammino è ancora lungo servirà insistere su quanto di buono visto  contro gli uomini di Marcelino ed in generale in queste cinque partite del girone, ma ancor di più sarà utile fare un check-up di quanto ancora non funziona al meglio. Tra gli up è facile fare il nome di Cristiano Ronaldo, che ha dimostrato con i gol ma ancor di più con gli assist quanto possa essere determinante. Il livello del fuoriclasse di Madeira sembra salire con l'aumentare della difficoltà della partita, non a  caso le migliori prestazioni stagionali sono state quelle del doppio confronto con il Manchester United in coppa e contro il Napoli in campionato. Ciò significa poter contare sempre su un elemento in grado di spostare gli equilibri, e non solo con le giocate ma anche con le iniezioni di autostima che la sua presenza in campo infonde ai compagni. Mandzukic ne ha tratto il beneficio massimo, tornando ad importanti medie realizzative. 

Corridoi al centro. Esterni difensivi di gran tecnica come Alex Sandro,  Cancelo e il Cuadrado arretrato hanno spesso spostato il baricentro del gioco sulle corsie laterali, cosa naturale quando hai gente  sempre pronta a saltare l'uomo per poi arrivare al cross sui quali si avventano rapaci come Cristiano e Mandzukic. Ma il gioco sulle fasce non deve diventare la fonte predominante di occasioni da gol, perché succede che il Valencia di turno intasi scientemente le zone centrali proprio per mandarti sugli esterni, sapendo che poi i traversoni possono essere preda di difensori molto forti nel gioco aereo come il gigante Diakhaby. Bisogna quindi diversificare maggiormente le soluzioni offensive, migliorando la precisione sugli scambi nella trequarti centrale che spesso non è efficacissima. Dybala, e non solo contro gli spagnoli, si sta adattando al ruolo di centrocampista offensivo pronto ad avviare per primo la manovra offensiva. Però spesso sbaglia le linee di posizionamento favorendo il raddoppio di marcatura, adottando quindi passaggi meno incisivi in rifinitura. Paulo si impegna ma pare sempre troppo lontano dalle zone in cui può fare male, ovvero vicino all'area avversaria. Un problema si cui Allegri sta lavorando da tempo cercando di dare alla Joya maggiori soluzioni di passaggio, favorendo gli accentramenti di un regista occulto come Cancelo e mettendogli vicino gente con cui poter scambiare con maggior efficacia come nel caso di Bentancur, un altro che parla la sua stessa lingua a livello di tecnica. 

Rapidi per sorprendere. La Juve sta dimostrando di poter dominare il gioco contro qualsiasi avversario, la percentuale di possesso palla è la più alta della gestione Allegri e pure il pressing alto dei difensori non è mai stato così puntuale. Questo significa attaccare con più uomini ma anche esporsi maggiormente alle ripartenze, un rischio che vale correre quando si ha un cerniera arretrata formata da professori della marcatura e dell'anticipo come Chiellini e Bonucci. Quello che manca ancora è una maggiore fluidità quando la squadra avanza, troppo spesso vediamo corse in avanti seguite da inopportuni rallentamenti per trovare il compagno libero. Bisogna verticalizzare con maggior frequenza quando il gioco scorre per vie centrali, e se non si trovano sbocchi allora è giusto insistere con i cambi di fascia e le manovre di aggiramento che sono il punto forte dei bianconeri. Non si tratta di praticare un sistematico lancio veloce in avanti della palla, ma piuttosto di un insieme di movimenti e posture che possono consentire soluzioni diverse da quelle praticate dagli eterni. Se migliora in questo aspetto allora la Juve diventa la prima favorita per la finale di Madrid.  

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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