Inter-Dortmund 2-0: una notte benedetta dagli astri… nascenti

L'Inter ottiene la prima vittoria nel girone di Champions League, battendo per 2 a 0 il Borussia Dortmund grazie alle reti di Lautaro Martinez e Candreva

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(70 articoli pubblicati)
La gioia al gol di Candreva

Una bellissima partita quella a cui hanno assistito i presenti a San Siro ieri sera, l’Inter di Conte batte il Borussia Dortmund di Favre per 2-0. Primi tre punti nel girone, dopo il pareggio raggiunto in extremis contro lo Slavia Praga e dopo la sconfitta con il Barcellona, e girone riaperto: secondo posto a pari punti col Borussia (4)  in attesa del match di ritorno. Il popolo nerazzurro dopo aver vissuto una serata stellare ha sicuramente fatto fatica a prendere sonno e, al risveglio, il sorriso era ancora stampato in faccia. I motivi di questo entusiasmo? Riavvolgiamo il nastro…

Inizia il match e le squadre si studiano e si temono in modo diverso: i nerazzurri decidono di non pressare troppo alti per non subire troppo la velocità delle frecce del Dortmund, i tedeschi decidono di schierarsi per la prima volta a specchio con il modulo dell’Inter, adottando una difesa a 3. Intorno al ventesimo minuto di gioco arriva il gol del vantaggio interista: De Vrij serve un pallone delizioso a Lautaro Martinez che controlla di petto e batte Burki in scivolata. San Siro esulta ma sa che i pericoli sono dietro l’angolo. La difesa regge e ritrova i classici interventi in uscita di Skriniar, il centrocampo macina chilometri e lotta con Barella e Brozovic su tutti; Lautaro in attacco è inarrestabile ed è una spina nel fianco della difesa tedesca mentre Lukaku sembra non riuscire a fare mai la cosa giusta. La prima grande occasione del Borussia arriva al termine del primo tempo: Sancho entra in area dalla destra e calcia ad incrociare trovando una grande risposta di Handanovic. Nella ripresa Brandt impegna per la seconda volta Handanovic, costretto ad un colpo di reni dopo la deviazione di De Vrij. Al 62’ è l’ora di Sebastiano Esposito: il classe 2002 subentra ad uno spento Lukaku e comincia subito ad incantare il Meazza con uno stop da favola al primo pallone toccato con elastico a seguire. Il Dortmund torna al classico 4-2-3-1 ma non riesce a trovare il gol. Al 79’ Esposito viene lanciato in contropiede, supera in velocità Weigl e Hummels, corre e copre il pallone con il fisico procurandosi un importante calcio di rigore. Dal dischetto Lautaro fallisce il rigore, macchiando una prestazione che fin lì era stata perfetta, Esposito scivola e non riesce a ribattere in rete. Ma l’Inter è fiduciosa dei propri mezzi, le gambe non tremano e si continua a cercare il raddoppio. All’89’ Candreva lanciato in contropiede da un gran passaggio di Brozovic realizza il gol del raddoppio che chiude la gara

PRESENTE E FUTURO – Negli ultimi anni sembra si sia fatta troppa fatica a lanciare i giovani, soprattutto se italiani. L’Inter ha continuato la sua strategia delle plusvalenze realizzate con le cessioni dei ragazzi della Primavera, vedendo recentemente esplodere Zaniolo alla Roma, anch'egli esordente in Champions solo un anno fa al Bernabeu contro il Real Madrid. Arriva Marotta, Conte, Oriali e cambia la strategia. I nerazzurri costruiscono una squadra ad immagine e somiglianza del proprio condottiero che sta in panchina: il blocco italiano e giovane è ben visibile e rappresentato dagli acquisti di Sensi e Barella su tutti. Lautaro (22 anni) è in un momento di forma eccellente, segna e non si ferma più: gol contro il Barcellona, gol contro la Juventus, doppietta contro il Sassuolo e gol contro il Borussia. E finalmente è arrivato anche il momento di Esposito, il gioiellino diciassettenne dei nerazzurri, che aveva già incantato e convinto allenatore e tifosi nelle sue apparizioni estive del precampionato. L’esordio solo 7 mesi fa in Europa League contro l’Eintracht. Oggi Sebastiano è un calciatore pronto a calcare questi palcoscenici, è cresciuto tanto fisicamente quanto tatticamente e mentalmente. Testa sulle spalle, umiltà e un paio di attributi da far invidia a chiunque. Non teme i 70.000 di San Siro ma suda e si imbarazza davanti ai microfoni di Sky dove riceve i complimenti e le raccomandazioni di Cambiasso. Il futuro è suo ma anche il presente. 

Sebastiano Esposito dopo il rigore procurato
Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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