Innamorarsi a Dortmund: ERLING BRAUT HAALAND

Storia, numeri e una leggenda sul centravanti norvegese che sta facendo ammattire tutta Europa.

di Daniele Izzo
Daniele Izzo
(3 articoli pubblicati)
Borussia Dortmund v Paris Saint-Germain

Sull’Europa centrale si sta abbattendo uno tsunami di goal che porta il nome di Erling Braut Haaland. Il giovane norvegese, come i suoi antenati vichinghi, sta conquistando l’Europa a suon di reti. Dopo la Norvegia e l’Austria, con Salisburgo presto caduta sotto i suoi goal, ora tocca alla Germania, a Dortmund, dove il nome Erling Braut è sulla bocca di tutti.

ERLING BRAUT – Erling Braut nasce a Leeds, nello Yorkshire. O meglio, nello spogliatoio del Leeds UTD. Leggenda vuole, infatti, che il baby prodigio norvegese sia stato concepito tra le maglie dei ‘The Whites’ appese e pronte ad essere indossate. A raccontarlo è un ex compagno di nazionale del padre e oggi opinionista per la televisione norvegese, Jan Åge Fjørtof. Perché sì, Erling Braut è figlio d’arte. Di Alf-Ing Haaland, una vita da mediano (ma anche difensore centrale) spesa tra i campi inglesi e la sua nazionale  e noto al grande pubblico, suo malgrado, per il criminale e volontario fallo subito da Roy Keane, che di fatto ne chiuse la carriera. Il giovane Erling Braut milita nelle giovanili del Bryne ed esordisce in 1.divisjon nel 12 maggio 2016 e chiuderà la stagione con 16 presenze e 0 gol, al termine della quale, però, il Molde rende noto il suo tesseramento. Qui inizia la sua scalata. Nelle due stagioni che trascorre in Norvegia mette a segno globalmente 20 gol in 50 presenze. L’Eliteserien inizia a stargli stretta. Il 18 agosto 2018 gli austriaci del Red Bull Salzburg comunicano l’ingaggio di Haaland (che però sarà valido a partire dal 1 gennaio 2019). Entra, così, nell’orbita delle squadre Red Bull, in un contesto dinamico e attento ai giovani, che potrà sicuramente metter in luce le sue enormi potenzialità. Ed Erling Braut non si fa attendere. Il 12 maggio 2019 gioca la sua prima partita da titolare in maglia Salzburg ed a cadere sotto il suo colpo è il LASK Lienz. Il suo nome inizia a circolare sui taccuini di tanti dirigenti europei, soprattutto dopo i 9 gol segnati all’Honduras, in una partita del Mondiale Under-20, con la sua Polonia.

HAALAND – 17 settembre 2019. Red Bull Salzburg – Genk. Partita valevole per i gironi della UEFA Champions League. Erling Braut, il giovane norvegese figlio d’arte, diventa per tutti Haaland. Il talento, messo a riposare sotto la coperta Red Bull, ha finito la lievitazione. Realizza 3 goal nei primi 45 minuti di gioco, al debutto nella competizione, ad appena 19 anni, diventando così il secondo giocatore più giovane a metter a referto una tripletta all’esordio nella massima contesa europea (dopo Wayne Rooney).

Ma non si ferma qui. Si iscrive al tabellino dei marcatori anche contro Liverpool (marcatura singola) e Napoli (doppietta) divenendo il giocatore ad aver segnato più reti (6) dopo soltanto 3 partite di Champions, superando il primato che apparteneva in precedenza a Didier Drogba (5). Finito? Macchè. Segna ancora contro Napoli e Genk, concludendo il suo personale girone nella massima competizione europea con 8 reti in 6 partite. Non male per un debuttante. Anzi, talmente bene che il 29 dicembre 2019 il Borussia Dortmund paga la clausola da 20 milioni di euro e si aggiudica le sue prestazioni. Un Vichingo in Renania. Sembra l’inizio di una barzelletta. Ma a ridere sono soltanto i giallo-neri, meno le difese costrette ad affrontare il colosso norvegese con l’aria sgraziata, spavalda, da ragazzino, che sa il fatto suo. Il 18 gennaio esordisce in Bundesliga contro l’Augsburg: tripletta in appena 23 minuti nel 5-3 finale. Si ripete nelle due sfide successive, quando, sempre da subentrato realizza due doppiette in appena 25’, prima al Colonia e poi all’Union Berlino. Ed in Champions? Haaland debutta con la sua nuova maglia e realizza la doppietta decisiva nel 2-1 finale al PSG. Prima raccoglie un facile tap-in e poi decide di testare se le reti del Westfalen Stadium sono a norma facendo partire dai 20 metri un missile terra aria che si insacca sotto l’incrocio.

Sentiremo parlare a lungo del norvegese nato in spogliatoio.

Fonte: l'autore Daniele Izzo

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