Cristiano Ronaldo è il più forte over 30 di sempre

Il fuoriclasse portoghese sta riscrivendo le regole di durata ad alti livelli per un calciatore. Mai nessuno così forte alla sua età. Juve-Champions: si può.

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(93 articoli pubblicati)
Juventus v Club de Atletico Madrid - UEF

L'attitudine a vincere. La trionfale serata che ha portato la Juventus ai quarti di Champions League, per CR7 è stata l'ennesimo capitolo di una storia fatta di vittorie decise prima ancora di giocare. Perché Cristiano è fatto così: lui non vuole semplicemente vincere, lui decide di vincere. Aveva promesso una tripletta in faccia ai colchoneros e così è stato, aveva giurato che l'avventura bianconera in Champions sarebbe proseguita e ciò è puntualmente accaduto. Tra i grandissimi del calcio, mai visto un giocatore con una così pronunciata mentalità vincente, con una fame tale da sbranare qualsiasi ostacolo. Ad impressionare non è stata la tripletta in sé, ma proprio il livello psico-fisico con cui CR7 si è presentato in campo. Negli ultimi due mesi, dopo la pausa natalizia, si è visto un Ronaldo spesso opaco e meno incisivo del solito, meno "dentro" la partita. Eppure, quando la posta in palio si è fatta altissima e serviva la massima resa di testa e di gambe, ecco che l'uomo di Madeira è tornato come d'incanto ad essere il Numero Uno. Come se per lui non valessero le normali regole di recupero fisico, perché in pochi giorni si è trasformato da potenziale flop (almeno nelle eresie degli incompetenti), a fuoriclasse onnipotente, che poi è il suo standard abituale da almeno un decennio. 

Questione di feeling. Impossibile stabilire con certezza chi sia stato il più  grande calciatore di sempre, quello che sappiamo è che i candidati sono i fab six, ovvero Maradona, Pelè, Cruyff, Di Stefano, Messi e Cristiano. Verrebbe da dire Diego perché nessuno come lui ha vinto un Mondiale praticamente da solo, portando inoltre due Scudetti ed una Coppa Uefa in una Napoli dove c'era pure una manciata di ottimi coequipier, ma che senza il Pibe de Oro nulla avrebbero potuto. Tutti gli altri cinque top di sempre hanno comunque vinto in ambienti già predisposti a trionfare, in coabitazione con tipini del calibro di Garrincha, Neeskens, Puskas, Iniesta o Modric. Poi entrano in gioco considerazioni sulla longevità ai massimi livelli, e qui Maradona pecca, o su quanto uno fosse più bravo dell'altro tecnicamente, sul numero di reti decisive e così via. Una certezza però possiamo averla: Cristiano Ronaldo è già oggi il goat (greatest of all times) per rendimento fornito a partire dai trent'anni. Nessuno mai come lui. Forse Messi ci farà ricredere tra un paio d'anni, ma ad oggi i fatti parlano chiaro. Il segreto sta nella perfetta conoscenza del proprio corpo, che CR7 sottopone ad allenamenti di altissimo  profilo scientifico come nessun calciatore e forse nessun atleta in assoluto ha mai fatto. Questione di feeling con i propri muscoli e con la propria mente. Non esiste giorno dell'anno senza una dose mirata di allenamenti personalizzati, non esiste feria o Natale che possa esentarlo da una sessione di training. I video che ritraggono la compagna Georgina e Cristiano jr ad allenarsi assieme a lui, fanno capire come la cultura del lavoro e del sacrificio siano fondamenta e non orpello della grandezza di Ronaldo.

Dannata, ti avrò! E allora è finalmente arrivato il momento tanto atteso dai tifosi juventini? Dopo ventitré lunghi anni un'altra Champions League tornerà a scintillare nella ricca bacheca bianconera? Stabilirlo a priori è esercizio di puro stile giornalistico o di fantasia del tifoso. Ma di una cosa possiamo essere sicuri. Se finale sarà allora le possibilità diventeranno davvero altissime, perché a guidare i bianconeri ci sarà il più forte di tutti,  colui che ha trionfato in cinque finali e che non fallisce mai gli appuntamenti decisivi. Quarti e semifinali potrebbero davvero essere più complicati della finale stessa, perché in partita unica Cristiano Ronaldo è la più formidabile arma che sia mai esistita. Insomma, cari Chiellini, Pjanic, Mandzukic e Bernardeschi, cercate di fare il possibile per assecondare il fenomeno portoghese nelle prossime quattro partite, poi a Madrid ci penserà lui. 

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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