E’ Antonio Conte la garanzia del fallimento europeo dell’Inter

Prigioniera di scelte incomprensibili del tecnico, la distruzione del talento di Eriksen e la difesa a tre: questi i capi d'accusa per il tecnico leccese

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(398 articoli pubblicati)
Shakhtar Donetsk v FC Internazionale Gro

Partiamo da un assunto: da quando esiste questo schema di gioco, la difesa a tre, nessuna squadra che lo ha adottato ha mai vinto alcun titolo in Europa!

Partendo da questo punto possiamo commentare la nota stonata data dall'Inter che è stata eliminata in Europa più dalle sue scelte, che da un girone proibitivo. Contro lo Shakthar, squadra esperta ma nulla di più di ciò, una prestazione da anticalcio è costata lo scandaloso 0-0 che ha portato a una meritata eliminazione dei nerazzurri.

La paura di un biscotto, mai avvenuto e mal digerito, tra Real e Borussia M. non può avere condizionato così tanto Lukaku e soci da giocare in maniera così oscena.

Un delitto perfetto quello di San Siro dove lo spettacolo indecoroso e di impotenza ha consentito di compiere l'impresa (tale è) di arrivare ultimi nel girone e non qualificarsi nemmeno per l'Europa League in cui, solo pochi mesi fa, il Siviglia aveva battuto la squadra di Conte.

Un fallimento europeo dopo l'altro per il tecnico leccese, figlio di una idea di calcio ormai superata anche dai fatti e che deve fare riflettere.

Zhang ha perso una grande occasione questa estate, quando Conte voleva andare via per presunti malumori in sede di mercato: quest'anno è stato confermato e accontentato, ma gli innesti appaiono quasi tutti sbagliati o mal messi in campo.

Giocare così male e in modo monocorde, senza mai variazioni sul tema, in una partita da dentro o fuori è stato un delitto. La gestione del gruppo appare pessima, e alcuni giocatori sono impiegati poco e male.

Nel finale i cambi sono apparsi tardivi e inutili: Sanchez e Eriksen negli ultimi dieci minuti a cosa sarebbero potuti servire? Eppure hanno dato un po' di vivacità! Il cileno avrebbe fatto pure goal, se Lukaku (in serata completamente negativa) non avesse salvato involontariamente di nuca, il suo colpo di testa. Eriksen invece aveva quella qualità che manca da mesi al gioco nerazzurro!

Per esaltarsi, il danese ha bisogno di un centrocampo a rombo, oppure a tre con una difesa con quattro uomini. In quel modo può correre in avanti, servire le punte e tirare da fuori (una scelta che senza di lui solo Brozovic riesce a compiere).

Con la difesa a tre del talebano tecnico nerazzurro invece, il campione danese è assolutamente fuori dal gioco e inutile: perché non provare una difesa a quattro, oppure le tre punte?

Conte come Spalletti è prigioniero del suo credo tattico e ama i suoi giocatori anche quando l'evidenza sembrerebbe richiedere qualche esclusione o accantonamento: Vidal, ormai a fine corsa, come Kolarov centrale di una difesa a tre, sono gli errori più gravi della campagna acquisti di Marotta.

L'Inter non ha fatto il salto in avanti in Europa perché non ha un tecnico che ha quel tipo di caratura, la rosa è variegata e forte e paradossalmente sarebbe perfetta per un 4-3-1-2! Invece il gioco sempre uguale con pochissima fantasia, mortifica anche i piedi buoni di Lautaro e la vena di Lukaku (che spesso fa un lavoro sporco egregio ma non può essere sempre il salvatore della patria).

Antonio Conte aveva fallito anche l'anno scorso contro la juniores del Barcellona in una gara da braccino corto come quella di ieri, prima aveva rovinato il cammino europeo della Juventus in Champions e in Europa League, con una scelta assurda di puntare a un record di punti di cui non fregava nulla a nessuno. Ecco, quella semifinale di Europa League a Torino con il Benfica è stata la stessa partita di ieri: paura di scoprirsi, poco coraggio, gioco senza idee. Con l'aggravante che quel torneo era sicuramente più alla portata della Coppa dei Campioni attuale e che fu buttato via perché i giocatori, stremati dall'inutile tentativo di record, non venivano nemmeno turnati in modo di arrivare freschi alle partite europee che mancavano.

Il nevrastenico approccio alle gare all'epoca stremò un gruppo che con Allegri ritrovò serenità abbandonando la difesa a tre e "casualmente" il gruppo che con 10 euro non andava al ristorante arrivò alla finale Champions.

Brutta storia!

FC Internazionale v Shakhtar Donetsk - U
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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