Atalanta, ecco chi sono le avversarie della Dea in Champions

Le urne di Montecarlo sorridono in parte alla Dea, e il duello Gasp-Guardiola sembra affascinare più che spaventare

di Marco Alborghetti
Marco Alborghetti
(12 articoli pubblicati)
Il Gruppo di Champions dellAtalanta

Meglio di quello che ci si potesse aspettare, ma allo stesso tempo meno affascinante rispetto ai sogni dei tifosi nerazzurri. Questa Atalanta ha tutte le carte in regola per passare il girone, ma come dice il patron Percassi “Se il City è fuori categoria, le altre due non sono da sottovalutare“. Per questo motivo scopriamo insieme le tre avversarie della Dea.

GASP VS GUARDIOLA- In ordine di prestigio ed importanza, cominciamo dal Manchester City, campione di Inghilterra e ormai abituato al palcoscenico della Champions. Il club inglese dispone di un organico invidiabile e da tempo ha metabolizzato i dettami tattici e tecnici del suo allenatore Pep Guardiola, uno dei pochi maestri di calcio che potrà insegnare qualcosa al Gasp. Sul lato mercato, anche quest’anno i Citizens non hanno badato a spese: 70 milioni cash per pagare la clausola di Rodri dal Valencia e scambio Danilo-Cancelo, che ha portato il club inglese ad un esborso di altri 37 milioni per il portoghese. Tra i tanti campioni  è bene fare molta attenzione ai vari Jesus, Sterling, De Bruyne, Foden e  Aguero, argentino  che non vede l’ora di misurarsi con il suo connazionale Gomez. Formazione tipo: (4-3-3): Ederson; Walker, Stones, Laporte, Zinchenko; D.Silva, Rodri, De Bruyne; B.Silva, Aguero, Sterling

PAPU TORNA  AL PASSATO- Più abbordabile tra le squadre della seconda fascia, ma guai a sottovalutare lo Shakthtar Donetsk. Gli ucraini da anni dominano nel loro campionato, ma ora che Fonseca si è trasferito a Roma, toccherà al nuovo tecnico Luis Castro rimettere i suoi in carreggiata. In campionato sono partiti forte con un en plein di 5 vittorie su 5 partite, ma anche a livello internazionale negli ultimi anni si sono mossi bene: dopo la semifinale del 2016 in EL, negli ultimi due anni si sono mossi tra le due competizioni, facendosi conoscere come possibili mine vaganti, soprattutto contro le italiane (chiedere a Napoli e Roma). Tuttavia, la situazione geopolitica li ha costretti a trasferire le loro partite casalinghe dalla Donbas Arena di Donetsk a Charkiv, casa del Metalist, vecchia conoscenza del Papu che sicuramente avrà voluto dimenticare quel periodo della sua carriera in terra ucraina. Sul fronte dell’organico, la squadra è ancora tutta da scoprire nonostante la società abbia ingaggiato Tetè, giovane 2000 brasiliano, al Gremio spesso accostato a Douglas Costa come tecnica e velocità d’esecuzione, ma che certamente è alla sua prima esperienza europea. Sul lato tattico, tutto passerà dai big: Taison è la stella della squadra, duttile sia nel ruolo di ala che di trequartista, autore già in questa prima parte del campionato di 2 gol e 4 assist.  Formazione tipo: (4-2-3-1): Piatov; Bolbat, Krvytsov, Matviienko, Ismaily; Stepanenko, Kovalenko; Teté, Marlos, Taison; Moraes.

DINAMICA ZAGABRIA- Dulcis in fundo, la Dinamo Zagabria, squadra di terza fascia, per molti però allo stesso livello della Dea, se non inferiore.  In campionato domina già da 5 giornate, e forse l’essere partita così presto in questa stagione potrebbe rivelarsi un piccolo vantaggio. Per quanto riguarda l’organico, Mister Bjelica dispone di una rosa abbastanza ampia, di qualità e che non supera i 22 anni di media. Squadra giovane, ma non per questo meno inesperta. Il mercato, infatti, ha portato pochi innesti ma molto oculati: per la corsia destra è arrivato Ivo Pinto dal Norwich, mentre per la fascia mancina si è puntato su François Moubandje dal Tolosa. Per l’attacco, interessante la scommessa Luka Ivanusec, trequartista preso dall’NK Lokomotiva. Anche la Dinamo  ha la sua piccola stella: Daniel Olmo. L’attaccante spagnolo questa estate si è reso protagonista con la Spagna, vincendo L‘Europeo Under 21, e già questa stagione è partito col turbo, mettendo a segno 4 gol e 4 assist nelle sei gare disputate. Formazione tipo: (4-2-3-1): Livakovic; Stojanovic, Dilaver, Theophile-Catherine, Moubandje; Ademi, Moro; Hajrovic, Dani Olmo, Orsic; Petkovic.

Fonte: l'autore Marco Alborghetti

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