Champions: Juve e Napoli grandi per un tempo, deludono le nerazzurre

L'esordio in Champions ferisce l'Atalanta e mette paura all'Inter. Sarri e Ancelotti possono - e devono - ancora crescere

di Simona Castoldi
Simona Castoldi
(5 articoli pubblicati)
Napoli Liverpool

La prima giornata di Champions è sempre un'incognita, ma i punti si contano a partire da qui. Una vittoria, due  pareggi e una sconfitta (della debuttante Atalanta) non sono un brutto bottino per le quattro italiane, considerato che Napoli e Juve giocavano contro le pretendenti al primo posto. La sorpresa in negativo è arrivata dall'Inter, che ha raggiunto lo Slavia Praga sull'uno a uno solo al 92'. 

JUVE E NAPOLI OK, O QUASI

Che azzurri e bianconeri siano ormai protagonisti della competizione è cosa certa. Il 2-0 con cui la squadra di Ancelotti si impone sul Liverpool è ottimo per consapevolezza e autostima più che per il dominio del gioco. Per un tempo gli uomini di Ancelotti hanno infatti sofferto il pressing dei campioni in carica correndo qualche rischio di troppo e senza creare pericoli dalle parti di Adrian. Ma in Champions si sa, l'importante non è solo creare, ma metterla dentro. E il Napoli ormai, sembra averlo imparato alla perfezione. Nella ripresa le due parate di Adrian e Meret lasciano in bilico il risultato, ma dopo il rigore (generoso) realizzato da Mertens, gli azzurri portano la partita al 90', coronandola col raddoppio di Llorente. Lo spagnolo è un'altra grande arma a disposizione di Ancelotti, che aiuterà spesso in questa competizione. Gli azzurri possono agilmente il girone, e questa vittoria ipoteca un pezzettino di primo posto sul Liverpool. 

Risultato ottimo con qualche rimpianto per la Juve, protagonista contro l'Atletico Madrid di una gara spezzata in due.  Se i primi 45' sono sembrati un proseguo della partita di Firenze, con qualche rischio in meno e qualche triangolazione in più, l'intervallo ha regalato sprazzi di grande gioco, due gol spettacolari e pochissimi interventi da parte di Szczesny. Tutt'altro che una prestazione da buttare, in casa di una della squadre più toste della competizione. I due gol presi sul finale sono sicuramente uno spreco, oltre che un grande limite per una squadra che punta a vincere, ma è anche vero che se c'è da migliorare è meglio affrontare questi guai subito, per evitare di doverci fare i conti nella fase ad eliminazione diretta (vedi gol di De Ligt lo scorso anno). Per ora Sarri si gode personalità e velocità e i tifosi una gara divertente e d'alto tasso tecnico.

INTER SALVA CON BARELLA, DISASTRO ATALANTA

Se le veterane fanno il loro dovere, le nerazzurre convincono molto meno. Spaventa l'Inter, salvata da un gol fortunoso di Barella per l'incapacità dimostrata nel creare gioco e imporre il carattere che sta facendo vedere in campionato. L'anno scorso, i nerazzurri esordivano superando il Tottenham in rimonta. Quello che preoccupa di più è proprio la mancata reazione dopo il vantaggio dello Slavia Praga, che ha più volte rischiato di raddoppiare. La partita era in casa e l'avversaria la meno pericolosa del girone. Nel primo tempo, certo, la  squadra di Conte non aveva sfigurato e se gioca, può fare risultato con chiunque. Alla prossima però si va a Barcellona e una sconfitta significherebbe arrivare con un solo punto alla doppia sfida contro il Borussia Dortmund. La speranza è che i punti persi non pesino nei conti finali, come accadde lo scorso nell'ultima gara con il PSV. 

I conti con la competizione li ha fatti soprattutto l'Atalanta. La Dea, protagonista lo scorso anno di una grande Europa League (uscendo proprio col Dortmund), è sembrata imbarazzata dal gioco e dalla dinamicità della Dinamo Zagabria. Ancora meno rassicurante la faccia a fine partita di Gasperini, sorpreso lui stesso dall'incapacità dei suoi di entrare in partita. I nerazzurri sono scesi in campo solo a partita chiusa, sul 4-0, come se si fossero scrollati di dosso il ruolo di vittima sacrificale. C'è tempo, ma le scorie mentali e anche fisiche saranno difficili da gestire, come dimostrato già in campionato. Nella prossima a San Siro arriva lo Shaktar Donetsk, poi si vola a Manchester (contro il City di Guardiola), consapevoli di dover affrontare una grande gara per non tornare con le ossa rotte. 

Atalanta - Dinamo Zagabria
Fonte: l'autore Simona Castoldi

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