Champions ed Europa League: i flop di questa folle tre giorni europea

Dopo aver decretato i protagonisti in positivo, è tempo di guardare anche verso l'altra riva del fiume. Cosa c'è da dimenticare?

di Bernardo Cianfrocca
Bernardo Cianfrocca
(6 articoli pubblicati)
England v Italy - International Friendly

La Roma, Allegri, Salah, Rudi Garcia e Cristiano Ronaldo. Sono stati loro i protagonisti "top" di una tre giorni europea fuori da ogni logica e da ogni meccanismo di possibile prevedibilità (se vi sono sfuggiti, potete trovarli qui: (http://gazzettafannews.it/calc...). 

Se descrivere e dipingere gesta eroiche è però piacevole e gratificante, con più delicatezza bisogna muoversi per individuare ed illustrare i protagonisti dell'altra faccia della medaglia. Coloro che, per un motivo o un altro, hanno deluso, ci hanno negativamente sorpreso, situazioni da archiviare e tentare di cancellare al più presto. Il tentativo di designare anche i "flop", destinato a creare più dibattito, è stato portato a termine:

LIONEL MESSI: questa settimana "continentale", che interviene a gamba teso nel computo dell'eterno scontro generazionale con Cristiano Ronaldo, fa pendere decisamente il piatto della bilancia dalla parte del portoghese. La "Pulce" non ha generato segnali luminosi, ha vivacchiato sul prato verde dell'Olimpico senza colpo ferire. La sua mimica facciale ha reso solo impotenza e sconforto. Due ghiotte punizioni dal limite dell'area, calciate ben distanti dai pali di Alisson, hanno rappresentato l'emblema di un giocatore incapace di elevarsi a leader tecnico e spirituale di una squadra spaesata e presa d'assalto dal primo al novantesimo minuto.

PEP GUARDIOLA: vincerà la Premier, ha plasmato una squadra fantastica ed è stato dominatore incontrastato del campionato più complesso e sfiancante d'Europa. Se la settimana di Messi però, non è stata di certo entusiasmante, la sua può dirsi ancora peggiore. Eliminato in coppa da una squadra inferiore sulla carta, perdendo sia l'andata che il ritorno, ha pure sprecato la possibilità di chiudere i conti in Inghilterra contro il suo rivale per eccellenza e nel derby. Vanificando, oltretutto, un doppio vantaggio. Certo, per lui l'alibi arbitrale si presenta valido e con forti argomenti, ma farsi espellere all'intervallo per quella sfuriata, con la sua squadra ancora in corsa, è parso poco consono col "guardiolismo" che abbiamo imparato a conoscere. 

IL GOAL DI IMMOBILE: soltanto con un pizzico di ironia sembra possibile rendere più accettabile la clamorosa eliminazione della Lazio dall'Europa League. I biancocelesti sono irrimediabilmente crollati dopo il sigillo dello "scugnizzo" di Torre Annunziata, proprio quando la conservazione del risultato dell'andata sembrava essere divenuta una formalità. De Vrij e compagni sarebbero rimasti più sul pezzo a punteggio ancora invariato? L'ennesima rete stagionale del capocannoniere della nostra Serie A ha prodotto un effetto-rilassatezza così deleterio? Risulta difficile pensarlo, ma così è parso nella beffarda e travolgente serata austriaca. 

LE PAROLE  DI BUFFON: un'uscita a vuoto, probabilmente la più grande della carriera. Un gioco di parole semplice nel suo caso, ma esemplificativo per definire la sua spropositata reazione dopo l'eliminazione di mercoledì. Non ha azzeccato nessuno dei concetti espressi, pesando in maniera ancor più maldestra le parole pronunciate. Non ha accusato l'arbitro di un errore di valutazione, il che sarebbe stato comprensibile, ma lo ha paragonato ad una bestia per non aver adoperato una presunta necessaria sensibilità nell'arbitrare. Come se, per giudicare un singolo episodio, si debba tener conto delle storie singole e collettive, dello storytelling che va delineandosi, di ultime opportunità, carriere gloriose e sogni spezzati. Quei "fruttini", quell'aranciata edulcorata in "oranje juice", sono sembrati i sintomi di una cognizione totalmente smarrita, incapace di metabolizzare un accaduto di sicuro frustrante, ma pur facente parte di un gioco che a tutti, prima o poi, riserva la propria crudeltà. In poche frasi ha condensato i vizi, i difetti e gli idiomi di quell'anti-juventinismo, spesso così stucchevole, che in passato lui stesso ha liquidato come "alibi per i perdenti". Pessima caduta di stile. 

Manchester City v Manchester United - Pr
Fonte: l'autore Bernardo Cianfrocca

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