Caro Antonio Conte, ti scrivo: lettera aperta al tecnico dell’Inter

La mia riflessione sulle dichiarazioni del mister avvenute ieri nel post gara

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(31 articoli pubblicati)

Caro Antonio Conte, ti scrivo e te lo dico onestamente, io che sono un tuo sostenitore da sempre: hai sbagliato.  E non sai quanto mi dispiace sottolinearlo. Certo, non sono ipocrita: so che in parte hai ragione e capisco che sia lecito sfogarsi, soprattutto quando si ha la sana ossessione alla vittoria, tuo tratto distintivo. Dico solo che di certi argomenti e di certe valutazioni (dalle questioni di mercato alla condizione fisica, fino alla scarsa esperienza di qualche giocatore nella competizione) se ne dovrebbe parlare in separata sede. Per rispetto di presidente e dirigenti. Per rispetto dei giocatori. Per rispetto della società e del lavoro del collettivo.

Sappi, caro Antonio Conte, che la stima calcistica che ho nei tuoi confronti è immensa, tant'è che ho sempre sottolineato che l'acquisto più importante fatto questa estate sei tu. Lo penso io e lo pensano quasi tutti i tifosi nerazzurri. Per questo spero e mi aspetto un piccolo passo indietro. Un mea culpa per eccesso di tensione. Non c'è niente di male: sbagliare è umano, non ammetterlo è sinonimo di orgoglio smisurato. Che deve essere, necessariamente, misurato. Controllato, insomma. Veicolato in azioni sul campo. Onde evitare che da una piccola crepa si arrivi ad una voragine nella quale è facile cascare. L'adrenalina fa brutti scherzi e, in questi casi, non fa nodi alla lingua. Ed è un peccato. Perché alla fine quello che doveva essere materia di argomento privata, negli uffici e nelle sedi opportune, è finita in pasto a tutti: media, social, tifosi avversari e criticoni da bar.

Risultato? Una polemica che lascia il tempo che trova e nulla risolve. Perciò, caro Antonio Conte, si riparta da quello che c'è di buono. E di buono qualcosa c'è. Perché l'entusiasmo e la fierezza riacquistata da una squadra e da una tifoseria che negli anni scorsi l'aveva smarrita, non è roba da poco. E il merito è, soprattutto, tuo. Ma questo già lo sai. 

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

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