Marotta osserva i progressi di Golovin. E spunta l’idea Bruno Fernandes

L' AD bianconero vuole un ulteriore rinforzo a centrocampo. Oltre al giocatore russo vi sono altre opportunità, come quella che porta al portoghese ex Sporting.

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(94 articoli pubblicati)
Russia v Saudi Arabia Group A - 2018 FIF

Alexandr c’è. C’era curiosità nel vedere all'opera il talento del CSKA Golovin, che da qualche giorno è entrato nei radar bianconeri. La prestazione fornita nella partita inaugurale del Mondiale, che ha visto la sua Russia schiantare l’Arabia Saudita, ha entusiasmato osservatori interessati ma anche potenziali nuovi tifosi. Due assist e la magnifica punizione del 5-0 finale hanno creato un hype incredibile attorno al novello promesso sposo della Signora. Golovin ha mostrato tutte le sue qualità, ovvero pulizia di calcio, visione di gioco, tecnica raffinata e senso del gol, ma anche qualche difetto come la sofferenza alla marcatura stretta ed una tendenza a sparire dal match a intermittenza. Il test contro avversari così modesti non può essere decisivo nella valutazione del ragazzo, meglio sarà vederlo all’opera contro filibustieri del calibro di Godin e Caceres. Di certo il materiale è di qualità, ma esiste il rischio di una valutazione astronomica sull’onda di un bel Mondiale. Se davvero si arrivasse a cinquanta milioni di euro, allora Marotta potrebbe anche farsi da parte. Del resto è lunga la lista di giocatori russi che hanno fallito l’esame col calcio europeo che conta, quindi se si ragiona sui venti-venticinque milioni allora a Torino potrebbero decidere di rischiare l’investimento, altrimenti la pista Golovin potrebbe anche raffreddarsi definitivamente.

Berna di lotta e governo. Dopo l’arrivo di Emre Can, la Juventus vuole aggiungere un altro tassello di qualità in mezzo al campo, per ringiovanire il reparto ed offrire una nuova soluzione di assoluto valore tecnico. Si parla da tempo dell’interesse per il romanista Lorenzo Pellegrini, ma se davvero partisse Nainggolan, difficilmente il ds Monchi si proverebbe di un altro pilastro nel cuore della manovra.  Ecco allora che spuntano idee di mercato ma non solo. Un paio di settimane fa avevo affrontato il possibile utilizzo di Bernardeschi in una posizione più arretrata, ora c’è la conferma che Allegri sta valutando da tempo di arretrare il raggio di azione dell’ex viola, in particolare con un impiego da mezzala in stile spagnolo, con costante occhio all'inserimento ma anche fornendo geometrie e recuperi. Qualcosa di simile a quanto fatto per Pjanic, che da interno è diventato regista di livello internazionale. 

Bruno di noi. Il mercato è bello perché offre sempre nuove opportunità, e infatti da qualche giorno ne esiste una che porta proprio ad un interno/trequartista con le caratteristiche giuste per tutte le big italiane, Juve in primis. Si tratta di Bruno Fernandes, appena svincolato per giusta causa dal suo club di appartenenza, lo Sporting Lisbona, a causa dello scandalo legato alle minacce ai giocatori biancoverdi. Fino a qualche mese fa la sua valutazione non era inferiore ai trenta milioni di euro, e quindi ora c’è l’opportunità di accaparrarsi a costo zero, salvo ricorsi, un giocatore in grado di giostrare sia dietro le punte che qualche metro più indietro. Il portoghese ha già giocato in Italia con Novara, Udinese e Sampdoria, nell'ultima stagione ha dimostrato di avere fatto ulteriori progressi imponendosi come profilo di livello internazionale. Segna molto, undici le reti nel campionato portoghese, fornisce assist e all'occorrenza arretra per avviare l’azione o dare una mano in interdizione. A ventiquattro anni può ancora migliorare, e nelle mani di un valorizzatore doc come Allegri potrebbe anche fare il salto di qualità definitivo. Se da trequartista non pare in grado di rivaleggiare con i migliori nel ruolo, la tecnica è ottima ma i big assoluti viaggiano su altri livelli, potrebbe diventare una rivelazione se arretrato di quindici-venti metri. Il modello da seguire, previo qualche chilo di muscoli in più e con tutte le cautele del caso, sarebbe quello di un certo Pavel Nedved.

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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