Mancini alla Roma: come vende i giocatori la Dea non li vende nessuno

Straordinario  capolavoro in uscita dei Percassi che incassano l'ennesima plusvalenza da record

di Luca Sala
Luca Sala
(138 articoli pubblicati)
Atalanta BC v FK Sarajevo - UEFA Europa

Lo stopper di belle speranze, anche azzurro nazionale, Gianluca Mancini passato dall'Atalanta alla Roma mi ha subito ricordato il caso analogo di Sergio Porrini che la società orobica allora guidata dal compianto Ivan Ruggeri rifilo' alla Juventus per la cifra record con le vecchie lire di almeno 11 miliardi, praticamente la stessa cifra pagata in euro dal patron capitolino James Pallotta al cambio attuale per accaparrarsi il rampante difensore toscano ex neroblu.

Intendiamoci, non dico che i due pur valorosi giocatori siano la stessa cosa tecnicamente parlando oppure mi permetta di sindacare sul loro effettivo valore monetario, quello che invece vorrei far passare chiaro e tondo resta solamente il dato di fatto dell'insuperabile fiuto da gran venditrice che la società bergamasca possiede dalla nascita, fattore che paradossalmente rappresenta da sempre il suo maggior limite per spiccare il salto di qualità  e vincere finalmente qualcosa che non sia il Trofeo Bortolotti.

A onor del vero con Giampiero Gasperini e la sua innegabile rivoluzione sotto tutti i punti di vista le cose sembravano cambiare, tuttavia Antonio e Luca Percassi continuano a vendere alla grande piuttosto che assecondare il nuovo corso con grandi colpi di mercato in entrata.

D'altronde quando il tecnico in questione trasforma il ferro in oro plasmando a ripetizione fior di giocatori da perfetti sconosciuti costati il minimo e rivenduti al massimo , senza fare  nomi perche' ne dimenticherei sicuramente piu' di uno  visto quanti sono ,ditemi a che serve comprare quelli cari .

Gli acquisti di  Duvan Zapata e Luis Muriel fanno eccezione ma sono casi isolati, peraltro i loro pagamenti dilazionati la dicono lunga ,inoltre sono stati finanziati  dai vari Conti, Gagliardini, Cristante puntualmente e precocemente ceduti alla prima grande offerente.

Ci siamo dimenticati che anche  lo stadio di proprieta' che verra' , il cosiddetto Gewiss Stadium,  ha beneficiato  delle stesse abbondanti cessioni, direi senza tema di smentita che il vero benefattore sia anche qui il Mister e le relative entrate delle  due qualificazioni consecutive in Europa League e soprattutto in Champions League.

Morale della favola, l'Atalanta dei miracoli deve fare sicuramente di piu' perche' non finiscano sul piu' bello i legittimi sogni di gloria e si ritorni a quel passato che pur tanto piaceva ai tanti nostalgici della salvezza prima di tutto, capitanati direi dallo stesso Presidente che non perde occasione per ribadirlo.

Fonte: l'autore Luca Sala

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3 COMMENTI

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  1. SportsMan - 1 mese

    Servono più ambizione e coraggio a partire da chi comanda

  2. SportsMan - 1 mese

    Atalanta una squadra che potrebbe ripetere le imprese di Verona e Sampdoria

  3. SportsMan - 1 mese

    Parole Sante

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