Higuain-Bonucci-Caldara: quel no sense che scalda il cuore

Commento ad una trattativa "strana" dalle svolte interessanti

di Alessandro maria Savoia
Alessandro maria Savoia
(2 articoli pubblicati)
dirig Juve

Avete presente quando sulla porta di un bar o di un ristorante è scritto a chiare lettere, nero su bianco, "spingere" e voi, in maniera "ostinata e contraria", tirate con tutte le vostre forze? Dopo qualche secondo di tentativi vani,  additati dalle occhiate delle persone intorno a voi, svelate l'arcano mistero e velocemente vi defilate. Poi magari succede che vediate la stessa scena ma con un protagonista diverso e mentre lo osservate arrancare dentro quell'immenso vortice di "distrazione e stupidità" vi si scalda un poco il cuore: "non sono solo io allora".

Ecco il pensiero è quello: rendersi conto che alla fine siamo tutti umani, tutti distratti, tutti un poco stupidi e avventati. Tiriamo invece di spingere, spingiamo invece di tirare. Ma lo facciamo tutti e allora "mal comune, mezzo gaudio". Così le nostre squadre del cuore che a volte, in quel magico periodo di follia che è il calciomercato, inventano trattative apparentemente insensate e svantaggiose. 

Quando a vivere tali situazioni siamo noi tifosi italiani, da sempre, rivolgiamo con rabbia e ammirazione lo sguardo verso Torino, patria designata della logica "pallonara", sussurrando: "alla Juve queste cose non le fanno". Perché la verità è che trovare scambi folli, trattative azzardate,  dalle parti di Vinovo è compito arduo. Bisognerebbe risalire ai magici tempi di Diego e Felipe Melo. Ma per il resto, otto volte su dieci, è la Juventus a fiutare l'affare e a chiuderlo, come dice la storia. 

Eppure a volte anche gli dei scendono in Terra e finiscono per diventare umani. Così, forse presi dall'immensa nostalgia che può provocare il pensiero dello scambio Inzaghi-Cristian Zenoni del 2001, ecco che Juventus e Milan mettono su in poche ore una trattativa che fa del no sense il proprio biglietto da visita.

E dentro di noi, tifosi meschini e subdoli, si fa strada quella cara vocina: "non sono solo io allora". 

Perché in un colpo solo Agnelli e la sua allegra combriccola, forse inebriati dall'arrivo di CR7 e della sua ragazza, fanno un doppio regalo al morente Milan targato Elliott in cambio di un usato sicuro e, calcisticamente parlando, pochi spicci. 

Giusto per fare un'analisi lampo: Higuain detiene il record assoluto di gol in una stagione di Serie A (36 nel 2015/16) e dal 2013/14, stagione in cui è sbarcato in Italia, ha segnato (solo in campionato) più di 110 reti. Dall'altra parte, oltre ai 18 milioni di prestito (con diritto, e ripeto diritto, di riscatto), il buon Bonucci, che ritorna ad indossare quella maglia che aveva lasciato con la leggerezza del ragazzino arrogante. Senza entrare nel particolare di una quotazione che sale (40 milioni) invece di scendere dopo un'annata quanto meno tribolata, come succede per gli altri calciatori, le domande da porsi sono sul sacrificio del povero Caldara. Mattia è stato sedotto, parcheggiato poi immolato all'altare del fantomatico "instant team". Per adesso però l'unica cosa certa è che la Juventus lascia andare quello che probabilmente è il miglior prospetto italiano di centrale difensivo in cambio di una mini-plusvalenza (visti i tempi) e un cavallo di ritorno che si porta dietro qualche milione di incognite ambientali e caratteriali. 

Dieci giorni fa il Milan rifletteva su come vendere Reina, appena sceso dall'aereo, per pagare i palloni e adesso si ritrova in rosa un attaccante di livello internazionale (magari in calo, ma sempre velenoso) e un centrale su cui progettare il futuro (insieme a Romagnoli) o rivendere tra qualche anno al doppio del valore. E noi, poveri tifosi "delle altre", che pensavamo di esserci sbarazzati per un altro annetto di una delle magnifiche "Tre sorelle" del calcio italiano rimaniamo confusi e amareggiati.

No sense ovunque: la Juventus che s'indebolisce e guadagna "poco"; Higuain che abbraccia un Milan dal futuro tenebroso e senza Champions; Bonucci che torna dopo aver sbattuto la porta; Andre Silva che piange. Tutto questo ci scalda il cuore. Allora siamo davvero tutti umani e tiriamo invece di spingere.

Higuain
Fonte: l'autore Alessandro maria Savoia

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.