Calciomercato, Napoli: Cavani non ritornerà

De Laurentiis ad un bivio: seguire la propria linea di gestione o farsi trascinare dalle aspettative create dall'arrivo di Ancelotti?

di Roberto Rossi
Roberto Rossi
(29 articoli pubblicati)
SSC Napoli v ACF Fiorentina - Serie A

"Non si cresce con i nomi che fanno risonanza, quelle sono incursioni pericolose perché la squadra poi gioca per quel giocatore". È l'Aurelio De Laurentiis pensiero rivelato a chi gli chiedeva un'opinione sull'arrivo in Italia di Cristiano Ronaldo. Ma soprattutto è parlare a nuora, perché suocera intenda.

E la "suocera"  in questo caso sono i giornali, i siti internet, le radio e le televisioni che in questi giorni sono all'affannosa ricerca del colpo di mercato attraverso il quale il Napoli dovrebbe replicare all'ingaggio del numero 7 più famoso del globo. Il profilo più gettonato è quello di un ex, il Matador Edinson CavaniNon fanno i conti con le intenzioni di ADL, con la sua gestione del club, indirizzata soprattutto alla valorizzazione dei giovani e, probabilmente, anche con il suo convincimento di aver già dato attraverso l'arrivo di Carlo Ancelotti (In questo caso l'errore sarebbe suo: l'entusiasmo suscitato da Ancelotti non era tutto per lui, ma soprattutto per i campioni che ci si aspettava che lo avrebbero seguito).

Dopotutto, le parole di cui sopra non rappresentano una novità, le aveva già spese nell'agosto di due anni fa, Higuain si era appena trasferito alla Juventus e per stampa e tifosi il sostituto era - complimenti per la fantasia - Edinson Cavani; il presidente azzurro decise di mettere per iscritto la risposta alla domanda: "Cavani tornerà?" (Sul sito ufficiale del club è ancora possibile leggere il comunicato, datato 28/8/2016), e motivò il suo no sostenendo che "è difficile riportare nel Napoli un calciatore utilizzato nel passato. Non tanto perché sembrerebbe una minestra riscaldata, ma perché il Napoli evolve di torneo in torneo assumendo diverse e differenti teorie di gioco". Cavani per De Laurentiis era ormai obsoleto, rispetto all'evoluzione del gioco del Napoli, già due anni fa! 

Ma se credete che due anni siano lunghi in un mondo nel quale le idee cambiano velocemente, vi suggeriamo di andare a rileggere le frasi conclusive della nota dedicata al Matador a cui facevamo riferimento, e vi renderete subito conto che il commento riferito a Cristiano Ronaldo non era la classica rosicata dovuta all'invidia per il successo di un club rivale, ma conferma del modo in cui Aurelio De Laurentiis ritiene debba essere gestita una società di calcio: "Noi siamo responsabili del futuro della squadra e non dobbiamo fare operazioni a effetto. Non abbiamo bisogno di incantare nessuno". Ad ADL gli effetti speciali piacciono solo al cinema.

Fonte: l'autore Roberto Rossi

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