Calciomercato 2018: ancora spese folli

Le grandi squadre continuano a pagare cifre esorbitanti per giocatori sempre più "normali". Tutto questo ha un senso o è pura follia?

di Mario Cardone
Mario Cardone
(7 articoli pubblicati)
Kepa

Il 13 agosto il Psg ha acquistato Kehrer, un difensore, dallo Schalke 04 per 37 milioni di euro. Il ragazzo ha 22 anni, un'esperienza molto limitata in campo internazionale, un talento che non possiamo giudicare, un futuro tutto da scrivere, eppure un prezzo importante.

Kepa, una presenza in nazionale maggiore, è costato al Chelsea 80 milioni. In un impianto concorrenziale anticipare il futuro è fondamentale, ma pagare una macchina senza sapere se parta sembra un rischio notevole in qualunque contesto. I grandi club se lo accollano puntualmente.

Spese dal 2014 al 2018

City 899 milioni

Juve 809 mln

Barca 808 mln

United 783 mln

Chelsea 758 mln

Liverpool 707 mln

Psg 677 mln

Atletico 567 mln

Everton 477 mln

Roma 461 mln

Negli ultimi 5 anni le prime 10 squadre del mondo hanno speso complessivamente 7 miliardi di euro per acquistare 434 giocatori. In ciascuna squadra ne giocano 14 per volta, per un quinquennio fanno 70, per dieci squadre fanno 700. In pratica le prime dieci squadre del mondo (in termini di spesa) hanno cambiato, ogni anno, circa metà dei titolari. Sono calcoli approssimativi, certo. A contraddire, tuttavia, si farebbe la stessa figura del cornuto che cerca di spiegare che sua moglie non ha cinque amanti, ma soltanto due.

Di Canio, ex attaccante e ottimo commentatore, ha dichiarato, su Sky, che tutte le squadre hanno bisogno di rinnovarsi. Probabilmente ha ragione. E' la parola di un uomo di calcio contro la nostra.

Tra il 2005 ed il 2010 le dieci squadre più ricche hanno acquistato 112 Under 21, spendendo 565 milioni. Negli ultimi cinque anni ne sono stati acquistati 107, per 1 miliardo e 229 milioni di euro. Sui giovanissimi si è investito il doppio che ad inizio secolo. E' aumentata la pazienza dei grandi investitori o è successo qualcos'altro? Non sembra.

Per i club i giovani non sono più importanti che in passato. Il calcio si è semplicemente adeguato a quel comportamento mondano, quella smania di lanciarsi all'inseguimento delle novità che caratterizza tutte le attività commerciali.

Kepa non viene pagato 80 milioni perché li vale, ma perché, dopo più di 400 trasferimenti top class in 5 anni, non è rimasto più nessuno da comprare. E scarsi oggi si può anche essere, ma banalmente identici mai. 

Fonte: l'autore Mario Cardone

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