Calcio, violenza e razzismo: questa situazione non è più accettabile

Inter-Napoli ha scritto l'ennessima pagina negativa e ineducata dello sport più bello al mondo

di Giovanni D'elia
Giovanni D'elia
(70 articoli pubblicati)
Koulibaly

Quello che è accaduto recentemente fuori lo stadio San Siro di Milano, è noto a tutti gli amanti del calcio. Credo che il termine più corretto per descrivere questa situazione sia "raccapricciante": non è possibile che nel 2019 bisogna assistere a comportamenti  ignoranti e ineducati; non è accettabile morire per una partita di pallone, dunque è giunta l'ora di svegliarsi, bisogna dare un segnale forte e deciso, questa "gentaglia" e il "gioco del calcio" sono due realtà distinte e separate.

Secondo la mia personale opinione, giocare a porte chiuse non è sicuramente la scelta ideale, anche se a volte inevitabile. Il calcio è uno sport e soprattutto un  gioco e gli stadi pieni rimangono il cuore pulsante di questo magnifico sport. Bisogna però prendere provvedimenti seri verso i reali colpevoli che hanno dato il via ad una vera tragedia. Queste persone non meritano di entrare negli stadi, non si può e non si deve morire per una partita di calcio, i 90' minuti della Domenica dovrebbero essere motivo di svago e passione, dovrebbero essere 90' minuti dedicati ai bambini, alle famiglie e a tutti i veri innamorati di quell'oggetto a forma sferica: il pallone.

Un gruppo di "delinquenti" non può rovinare la vera bellezza di questo sport, non possono spezzare un sogno ad un bambino di vedere il suo idolo da vicino o semplicemente urlare per un goal della squadra del cuore.  Dunque, bisogna prendere provvedimenti seri verso i colpevoli di queste tragedie, a queste persone bisognerebbe negare l'ingresso negli stadi per sempre, perchè il calcio è una cosa, la violenza e l'ignoranza un'altra.

Mi trovo d'accordo con le parole del sindaco di Milano, Beppe Sala, il quale ha dichiarato che giocare a porte chiuse non risolverebbe i problemi  di violenza, anche perchè tantissime persone vanno allo stadio con un atteggiamento positivo e corretto, dunque, sospendere il campionato o semplicemente giocare a porte chiuse non è la scelta giusta.

Stessi provvedimenti, duri e punitivi vanno presi verso tutte quelle persone che  alzano cori denigratori e ululati come quelli innalzati ai danni del forte difensore del Napoli Koulibay. Siamo da poco entrati nel 2019, non si può e non si defe far finta di nulla. L'uguaglianza deve essere la base della vita quotidiana, il calcio dovrebbe insegnarci anche questo; determinati cori e gesti non sono più accettabili. L'inter ha già pagato nella partita che ha chiuso il 2018, andando ad Empoli senza i propri sostenitori, la squadra nerazzurra continuerà a pagare per i prossimi due impegni che dovrà disputare a porte chiuse, e una terza gara dove rimarrà chiusa solo la Curva Nord. Il 2019 è ormai iniziato, tutti noi ci auguriamo di non dover più assistere a determinate situazioni.. perchè siamo tutti  Kalidou Koulibaly.

Fonte: l'autore Giovanni D'elia

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