Calcio-story: i bomber senza gloria… azzurra

Quando i gol non bastano per arrivare in nazionale

di Paolo Gavarone
Paolo Gavarone
(23 articoli pubblicati)
Dario Tatanka Hubner

Una nazionale di transizione che nell'anno del mondiale si vede ridotta all'inedito ruolo di sparring partner, non può sicurmente incendiare gli animi dell'Italia calcistica. L'unica notizia che, in questi giorni di malinconiche amichevoli, ha provocato qualche sussulto nel popolo dei c.t., è stata la mancata convocazione di Balotelli, peraltro ampiamente prevista. Per Supermario le occasioni in passato non sono mancate ed altre se ne presenteranno probabilmente in futuro. Ci sono stati invece attaccanti dalla carriera gloriosa che mai sono riusciti ad esordire con la nazionale maggiore. Nel dopoguerra ci sono stati tre capocannonieri di serie A che mai hanno vestito l'azzurro che conta.

Pietro Paolo Virdis, dopo un prima parte di carriera principalmente divisa tra Juve e Cagliari, diventò un elemento fondamentale del primo Milan berlusconiano. Capocannoniere nel campionato 1986 - 87, è protagonista dello scudetto dell'anno successivo, quando sostituisce alla grande Van Basten infortunato. Vince anche la Coppa dei Campioni, ma in nazionale non riuscirà ad andare oltre l'Olimpica. I suoi anni migliori vanno a coincidere con quelli della brillante e giovane nazionale di Vicini, fondata sul gruppo della sua precedente under 21. L'obiettivo era Italia '90, forse considerato troppo in là per Virdis che con la sua brizzolatura dimostrava pure di più della sua età...

Igor Protti è stato forse il capocannoniere della Serie A più inaspettato della storia del massimo campionato. Dopo aver dimostrato fiuto del gol soprattutto in C e B, esplode nel campionato 95-96, ma i suoi 24 gol non salvano il Bari. E' l'anno dell'Europeo inglese dove l'Italia in attacco si presenta con Zola, Del Piero, Chiesa, Ravenelli, Casiraghi. Oggettivamente una concorrenza spietata e così il bomber riminese venne affrettatamente relegato tra le meteore. Dimostrerà però negli anni seguenti di non esserlo affatto e troverà la sua personalissima nazionale a Livorno. Con gli amaranto sale dalla C alla A (vincendo anche tre volte la classifica cannonieri) e si eleva a idolo assoluto dell'Ardenza.

Dario Hubner è un'icona del calcio di provincia. Segna a raffica in serie C e B, arriva in serie A tardi ma il feeling con il gol rimane quello che aveva sui campi della bassa padana. A 35 anni, nel 2002, è capocannoniere con la maglia del Piacenza assieme al bianconero Trezeguet. Dietro di loro Vieri, Del Piero, Sheva, Crespo, Toni...  Se fosse una favola, il lieto fine sarebbe una convocazione per i mondiali che invece non arriva. Tatanka continua preceduto dalla sua stessa leggenda. A venti anni faceva ancora l'operaio, fuma, beve la grappa, non si vuole allontanare dagli amici, gestisce un bar... Tutto Vero? Di sicuro ci sono i gol che ha fatto ovunque, la grinta buttata su ogni pallone, i punti fatti guadagnare a migliaia di fantacalcisti che all'asta lo pagavano come quelli che vincevano il pallone d'oro.

Storie probabilmente irripetibili. Con pochi attaccanti italiani impegnati nelle squadre di vertice e con una nazionale in cerca di identità, quindi necessariamente costretta a provare svariate soluzioni, attaccanti con cifre realizzative del genere oggi avrebbero sicuramente una chance. Non dimentichiamoci due verità incontestabili del calcio: i gol non sono tutto, ma senza gol non si vince (e non si va ai mondiali).  

Fonte: l'autore Paolo Gavarone

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1 COMMENTI

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  1. Ricky45 - 2 anni

    Interesante!

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