La Juve ed i buoni propositi per il 2018

La vittoria della Champions è il sogno ricorrente dei bianconeri che anche quest'anno proveranno a vincerla

di Giovanni Scupola
Giovanni Scupola
(95 articoli pubblicati)
Juventus

I buoni propositi della Juventus per il 2018? Scrivere la storia del club. Centrare il triplete. Anche vincere lo scudetto tuttavia, sebbene sia diventata quasi un’abitudine, significherebbe qualcosa di molto importante. Qualora Allegri centrasse il settimo scudetto consecutivo, il quarto della sua gestione, si parlerebbe di mito. Un record straordinario, forse irripetibile. Ma il vero, grande obiettivo, la data cerchiata in rosso è il 26 maggio. Quel giorno, si gioca a Kiev la finale di Champions.

La Juve dovrà darsi parecchio da fare rispetto allo scorso anno per centrare il titolo. Negli ultimi anni i bianconeri hanno corso senza rivali. Nel 2015/16, addirittura, si sono permessi il lusso di concedere un vantaggio di 13 punti alle rivali, salvo poi rimontare e andare a vincere ugualmente con diverse giornate d’anticipo. 

Questa volta è diverso. Il Napoli è molto più agguerrito e l’Inter, al netto del calo fisico delle ultime settimane, è una rivale molto accreditata. A dirla tutta, ci sarebbe anche la Coppa Italia da inseguire e la prima sfida del 2018 è mica male. Il derby con il Toro che, con ogni probabilità, varrà la semifinale contro il Napoli. Sfida fondamentale dal punto di vista psicologico. Eliminare i partenopei significherebbe erodere certezze importanti agli uomini di Sarri.

La Juventus, con ogni probabilità, chiuderà un ciclo. La finale di Champions potrebbe essere l’ultima partita di Buffon e Barzagli con la maglia bianconera. E se il Dio del calcio è giusto, deve saldare un debito con il Gigi Nazionale, privato del record di issarsi, unico al mondo, a giocare sei edizioni dei mondiali. 

Il risarcimento potrebbe essere chiudere la carriera alzando al cielo ucraino la Champions. La concorrenza è importantissima, ma mai come questa volta il trofeo sembra alla portata. Sorteggio abbordabile e incroci vantaggiosi. Le spagnole non sono più ingiocabili e se passano il turno fanno fuori PSG e Chelsea. E viceversa. Il Bayern è complicato ma non insuperabile. Lo United è un avversario difficile, ma non impossibile. Resta l’incognita City, ma Guardiola ha il vizietto di prendere sempre gol. E in Europa, specialmente nelle sfide giocate sull'arco dei 180′, non è un pregio.

Fonte: l'autore Giovanni Scupola

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