Lo Zambia del 2012 e la vittoria della Coppa d’Africa

La squadra zambiana chiuse così un cerchio dopo la tragedia aerea del 1993 nella quale venne a mancare gran parte della nazionale dell'epoca

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(137 articoli pubblicati)
Zambias soccer team hold the trophy of t

Si tende spesso ad indentificare il tempo come flusso circolare di eventi spesso legati insieme gli uni agli altri.

Seguendo tale ragionamento anche un periodo di 19 anni può servire per riannodare i fili del destino.

Il 27 Aprile del 1993 al largo delle coste del Gabon, si interruppe la storia della nazionale di calcio dello Zambia in quanto l'areo sul quale viaggiavano gran parte dei calciatori zambiani precipitò mentre stava volando verso Dakar dove si sarebbe dovuto disputare l'incontro Senegal - Zambia valevole per le qualificazioni alla coppa del mondo del 1994.

In quella immane tragedia persero la vita 30 persone tra calciatori (18), allenatore, staff tecnico e membri dell'equipaggio.

Da quella data indelebile piena di dolore per una nazione intera i 19 anni del riferimento temporale precedente sono in grado di portarci direttamente al 2012 anno in cui si tenne la Coppa delle Nazioni Africane ospitata congiuntamente da Gabon e Guinea Equatoriale. 

Va detto come la nazionale dello Zambia non vanti fino ad allora alcun titolo di rilievo nella propria bacheca sportiva.

I verdi zambiani sono inseriti nel gruppo A assieme ai padroni di casa della Guinea Equatoriale, la Libia e il Senegal (il destino che torna in forma differente) e proprio la prima partita vedrà affrontarsi Zambia e Senegal con i primi che a sorpresa sapranno vincere l'incontro per due a uno.

Chipolopolo (soprannome della squadra) iniziano così a stupire gli addetti ai lavori confermandosi poi con il pareggio per 2 a 2 contro la Libia ed infine andando a battere per 1 a 0 la Guinea Equatoriale; in queste due ultime partite a brillare è la luce di Christopher Katongo attaccante e capitano dello Zambia.

"La luce del giorno lentamente traccia sul campo pudico di terra bianca il contorno di un corpo amoroso." 

Usando le parole del poeta marocchino Tahar Ben Jelloun si potrebbe parafrasare che gli undici calciatori della nazionale dello Zambia stanno iniziando a diventare un unico corpo in grado di lasciare un segno sulla terra bianca.

Tutto questo è evidente quando ai quarti di finale con un netto 3 a 0 i ragazzi capitanati da Katongo (in rete nel goal del due a zero) si sbarazzano del Sudan. A tal punto nulla sembra più impossibile e in semifinale arriva l'impresa eliminando la forte nazionale del Ghana (vittoria Zambia per 1 a 0). 

Ecco così che il paradiso sportivo è davvero ad un passo; resta solo un piccolo passo da fare. Sconfiggere in finale la Costa d'Avorio di Drogba, Kalou, Gervinho e dei fratelli Touré (solo per citare alcuni dei campioni ivoriani).

E' il 12 febbraio 2012 e da quel 27 Aprile 1993 giorno della sciagura aerea il tempo non sembra mai essersi fermato.

"Il tempo è troppo lento per coloro che aspettano, 

troppo rapido per coloro che temono,

troppo lungo per coloro che soffrono"

In queste parole di Henry van Dyke cogliamo tutta la gravità di un tempo che ricorda le sofferenze ma c'è anche un tempo per cogliere il riscatto ed è proprio così che avverrà quando dopo che la finale terminata sullo zero a zero vedrà assegnare il trofeo di campione d'Africa grazie alla lotteria dei calci di rigore. 

Che l'appuntamento è di quelli con la storia lo si evince anche dal fatto che serviranno ben nove rigori a testa per giungere all'epilogo che giungerà quando Gervinho (centravanti ivoriano) sbaglierà il proprio tiro dal dischetto mentre invece farà centro Sunzu difensore dello Zambia.

Quello che accadrà dopo è festa nel cielo che veglia sopra la terra della grande Mama Africa.

Zambia v Nigeria - 2013 Africa Cup of Na
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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