Un pallone nella valigia di cartone all’origine del derby

Per la prima volta nella storia le rivali argentine Boca e River si giocano la finale di Coppa Libertadores: uno scontro epico sin dalle origini

di Gianmarco Puglisi
Gianmarco Puglisi
(15 articoli pubblicati)
Boca River negli anni 80

Quando si parla di derby non ci si riferisce solamente ad una semplice sfida tra due squadre di calcio. Soprattutto in alcuni paesi la partita passa in secondo piano, le tifoserie aspirano al dominio sulla città e per questo si sfocia spesso in scontri molto accesi. 

Ma qual è il derby più sentito di tutti i tempi? Milan – Inter, oppure quelli di Londra? Beh, forse queste sono le risposte più scontate che darebbe un europeo, ma la realtà è un’altra. Per storia, intensità e aggressività del tifo è di gran lunga Boca Junior – River Plate a imporsi in questa classifica. Non è un caso si chiami “Superclásico”. Super, appunto: super l’atmosfera, super il tifo, l’aggressività e la tenacia in campo… super tutto.

La storia

El Superclásico è uno dei derby di Buenos Aires, il più importante. Tutto nasce a cavallo tra l’800 e il 900, quando molti immigrati genovesi sbarcano in Argentina e si stanziano nella Boca. Nel 1893 era stato fondato il Genoa e, nell’emigrazione, gli appassionati mettono nella valigia di cartone anche il pallone, espandendosi in Sud America, dove nel 1905 nasce il Boca Junior degli “Xeneizes” (genovesi, n.d.r.). Nel quartiere però gioca anche un’altra squadra, fondata 4 anni prima: il River Plate. In origine è quindi uno scontro di quartiere, questo lo ha reso così importante. Poi il River trova occasione di trasferirsi: vendendo Di Stefano e Sivori riesce a costruire il nuovo stadio a Nunez, un quartiere ricco della città. Da quel momento vengono soprannominati “los Millionarios” o “Gallinas”. Il pesantissimo derby si gioca per la prima volta nel 1913: tre espulsioni e un paio di morti sugli spalti segneranno per sempre questa storica rivalità. Pochi oseranno vestire entrambe le maglie, fra i 63 infedeli ci sono Batistuta e Jorge Higuain “el Pipa”, papà del Pipita Higuain. Quando si dice tale padre tale figlio.

Sugli spalti è stata storicamente una sfida alla massima creatività e goliardia: i tifosi Azul y Oro del Boca hanno preso in giro le “Gallinas” portando allo stadio due quintali di piume e in un’altra situazione 400 mila cornetti di pasticceria, definendoli cornuti. Quelli del River risponderanno lanciando decine di bambole gonfiabili ritraenti i giocatori avversari. Immaginatevi tutto questo, soltanto in una finale di Coppa Libertadores. Per la prima volta nella storia le due squadre lotteranno per il titolo e non sappiamo cosa aspettarci.

Fonte: l'autore Gianmarco Puglisi

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.