Salisburgo e Champions League: un amore mai sbocciato (parte 1)

Su dodici partecipazioni alla massima rassegna continentale, solo una volta la compagine austriaca è riuscita a qualificarsi ai gironi

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Red Star Belgrade v FC Red Bull Salzburg

29 agosto 2018. Il Red-Bull Salisburgo, squadra pluricampione d'Austria e semifinalista dell'ultima edizione dell'Europa League, viene estromessa dalla fase a gironi della Champions League dopo il pareggio interno per 2-2 contro la nobile, ma decaduta, Stella Rossa di Belgrado. Un'eliminazione cocente e brutale per la squadra regina e vanto del calcio austriaco di proprietà del colosso Red-Bull non solo per la modalità con cui è avvenuta (con la squadra che fino al 64' conduceva per 2-0 ed era in pieno controllo della partita, prima di subire un uno-due terrificante nell'arco di un minuto per mano dell'attaccante originario delle Comore Ben Nabouhane, autore di una doppietta lampo da tramandare ai posteri e che ha permesso ai suoi di passare il turno tramite la regola del gol fuori-casa), ma anche perché è l'undicesima volta che la squadra austriaca è costretta a gettare la spugna nei turni preliminari della Champions. Un fatto che assume quasi i contorni di una maledizione (e a Lisbona, sponda Benfica, ne sanno qualcosa di maledizioni, vedi Béla Guttmann), perché una simile allergia a questa competizione è inspiegabile, oltre che surreale, visto che la squadra non sarà una corazzata, ma è organizzata, giovane e talentuosa e così è stato pure nelle annate precedenti. 

Analizziamo lo storico del club della città di Mozart nella massima competizione europea: tutto è cominciato nella stagione 1994/95 quando il club era ancora di proprietà della Casinos Austria AG e aveva la denominazione di Casino Salisburgo. Il club era fresco campione d'Austria per la prima volta nella sua storia e veniva da una finale di Coppa UEFA persa l'anno prima contro l'Inter di Gianpiero Marini. La squadra austriaca era allenata dal tecnico croato Otto Baric e si apprestava ad esordire in Champions League nel turno preliminare contro gli israeliani del Maccabi Haifa, con la pratica archiviata con una doppia vittoria per 2-1 all'andata in Israele e per 3-0 al ritorno in Austria che vale l'accesso ai gironi, l'unico finora nella storia del club. Sorteggiata in un girone ostico con Ajax, i campioni d'Europa in carica del Milan e AEK Atene, l'avventura per gli austriaci finirà comunque con una cocente eliminazione per mano dei rossoneri a causa della classifica avulsa, visto che le due squadre chiusero entrambe seconde nel girone a parti punti alle spalle dell'Ajax.

Da allora il Salisburgo avrebbe iniziato ad inanellare una serie di delusioni dopo l'altra. L'anno successivo, il Casino (guidato ora da Heribert Weber) riprova a passare i preliminari, ma questa volta finisce male, con la Steaua Bucarest che trionfa nel doppio confronto vincendo per 1-0 la decisiva gara di ritorno in Romania dopo lo 0-0 ottenuto in Austria. Per ritentare la fortuna, il Salisburgo (nel frattempo diventato di proprietà della Wüstenrot) ha dovuto aspettare il 97/98, affrontando i cechi dello Sparta Praga, con Baric tornato alla guida della squadra. Il confronto non finisce bene per i salisburghesi: 0-0 in Austria e tracollo a Praga per 3-0 e la Champions non sarà più affare per il club di Salisburgo per ben dieci anni con la società che, nel 2005, viene rilevata dalla Red-Bull e, di seguito, trasformata nella squadra più dominante della storia del calcio austriaco.

A due anni dal passaggio di proprietà, il Salisbrugo torna a laurearsi campione d'Austria e, sotto la sapiente guida di Trapattoni in coabitazione con Matthäus, si appresta a disputare, nella stagione 2007/08, i preliminari di Champions partendo dal secondo turno. Dopo aver eliminato senza difficoltà i lettoni del Ventspils (3-0 all'andata in Lettonia e 4-0 al ritorno), l'armata del Trap si appresta ad affrontare al terzo turno un avversario ostico quale lo Shakhtar Donetsk. Gli ucraini, sulla carta, sono superiori e, infatti, gli austriaci soccomberanno nella trasferta di Donetsk perdendo per 3-1, sprecando così il vantaggio dell'1-0 ottenuto in casa all'andata

(continua)

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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