River-Boca: il bello e il brutto del calcio

Rinviata a data da destinarsi la finale di ritorno della Copa Libertadoser

di Giovanni D'elia
Giovanni D'elia
(54 articoli pubblicati)
boca river

Si sa, il calcio in Argentina non è visto come un gioco, da quelle parti il calcio è religione.

Avete sentito bene, nell'America meriodale il gioco più bello al mondo è una vera religione, addirittura il Boca Juniors, il club più popolare del Paese, ha inagurato nel 2006 un cimitero che dista 30 km da Buenos Aires dedicato solo ed esclusivamente ai tifosi blu e oro. A dirla breve, in Argentina il calcio è  un'esperienza eterna. 

In questo Paese le tifoserie sono una vera e propria istituzione, tifare la squadra della propria città significa fare un patto con la vita. La 12" o "Doce" è il nome in cui si definisce tutta la tifoseria più calda del Boca, passione e coreografie mozzafiato non mancano mai. Ma non è tutto oro tutto quel che luccica, infatti la tifoseria blu e oro paga a caro prezzo il fatto di essere una miniera di denaro dove non mancano ferimenti, assassinii e addirittura morti sospette. Il River Plate è la seconda squadra del Paese per numero di tifosi, ma la prima per tittoli vinti, sono  33 contro i 24 del Boca. La parte di tifoseria più accesa dei bianco e rossi ama farsi chiamare "Los Borrachos del Tablòn". Ovviamente anche da questa sponda non manca calore e affetto sproporzionato, ma allo stesso tempo ricava molti aspetti negativi dalla "12".

Ha del clamoroso quello che è accaduto a poche ore dall'inizio della finale di ritorno della Copa Libertadores, il pullman dei giocatori del Boca Juniors è stato preso all'assalto dai tifosi del River. Un fitto lancio di pietre, a cui è seguito il gas artificiale utilizzato dalla polizia per disperdere i tifosi biancorossi, ha finito per colpire anche i giocatori del Boca, intossicandoli. Gara dunque rimandata a data da destinarsi.

La società del Boca aveva chiesto l'assegnazione della vittoria a tavolino e dunque vincitrice del torneo. Niente da fare, il reclamo è stato accolto solo in maniera parziale, perchè la sfida si giocherà comunque. Decisione non acora sicura, ma quasi certa. La nuova data probabile è sabato 8 dicembre. Inoltre c'è anche la possibilità che la partita venga giocata a porte chiuse o addirittura in un altro paese. Proprio nelle ultime ore, il comune di Genova si è offerto volontario per far disutare la finale al Marassi, lo stadio della città. La proposta è stata inviata ai due club dal consigliere delegato allo Sport Stefano Anzalone. Resta comunque una corsa contro il tempo, visto che giorno 18 dicembre l'argentina darà il via al suo campionato di calcio.

Qualsiasi sarà la decisione, tutti gli amanti del calcio si augurano di assistere ad una vera e propria partita di pallone, senza nessun atto di violenza. Dovrà essere una giornata di serenità e amore per questo sport, dovrà vincere il calcio.

Fonte: l'autore Giovanni D'elia

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