Prende il via la Premier League 2019/20: che stagione sarà? (parte 7)

Il Manchester City pigliatutto dovrà difendere il titolo dall'assalto del Liverpool campione d'Europa, salvo sorprese. Attenzione a Everton e Leicester

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
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NORWICH CITY

Un ritorno in Premier League in pompa magna per i Canaries, i quali hanno stravinto il campionato di Championship con 94 punti (+11 dalla zona playoff) e sono riusciti a tornare nel massimo campionato inglese dopo 3 anni di assenza. La squadra del tecnico tedesco Daniel Farke ha sbaragliato la concorrenza in cadetteria grazie ad un'ossatura composta da giocatori che hanno militato perlopiù in Germania e la stessa filosofia è stata mantenuta anche in vista della nuova stagione, con gli arrivi a costi più che sostenuti (solo 4 milioni spesi sul mercato) di elementi come l'esperto portiere Fährmann in prestito dallo Schalke 04 (dovrebbe giocarsi il posto da titolare con l'olandese Krul) e l'attaccante svizzero Drmic a zero dal Borussia Monchengladbach (ultima stagione travagliata la sua a causa di un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per quasi tutta il campionato). Il centrocampista Amadou, invece, è arrivato in prestito dal Siviglia, per puntellare un reparto forse già troppo affollato. L'unico investimento oneroso è rappresentato dal terzino destro Byram, arrivato dal West Ham dopo l'esperienza in prestito al Nottingham Forest. I nomi nuovi sono circondati da un alone di incertezza che non fa ben sperare per la permanenza in Premier, quindi il tecnico Falke dovrà affidarsi alla cosiddetta vecchia guardia per raggiungere l'obiettivo prefissato. La stella è senza dubbio il centravanti finlandese Teemu Pukki, capocannoniere in Championship con 29 centri e finalmente pronto per il salto tra i big d'Inghilterra, senza dimenticare altri punti fermi come il capitano Hanley, l'esperto compagno di reparto Timm Klose, i centrocampisti Trybull e Vrancic e l'esterno argentino Buendia. Suscita curiosità, invece, l'eterna promessa di proprietà del City Patrick Roberts, che sta avendo difficoltà ad esplodere definitivamente.

 SHEFFIELD UNITED

Alzi la mano chi si aspettava di ritrovare le Blades in Premier League dopo 12 anni di assenza. Una risalita dalla League One alla Premier League durata 3 anni che ha avuto dell'incredibile, considerando anche il fatto che l'obiettivo sia stato raggiunto da outsider a scapito del favorito Leeds United del "Loco" Bielsa. Un capolavoro che porta la firma di Chris Wilder, vecchia gloria del club della città dell'acciaio che ha deciso di regalare ulteriori emozioni al pubblico di Bramall Lane anche dalla panchina. La proprietà saudita ha deciso di investire 50 milioni per garantire al proprio tecnico un organico capace di competere nella massima serie, confermando anche gran parte della rosa protagonista della promozione. Romantico il ritorno di Phil Jagielka dall'Everton dopo 12 anni, pronto a garantire sicurezza ed esperienza al reparto difensivo, mentre, sempre dall'Everton, è arrivato in prestito il talentuoso nazionale bosniaco Besic a rinforzare il centrocampo, insieme ad una vecchia meteora del calcio italiano: l'anglo-giamaicano Ravel Morrison, ex ragazzo prodigio del West Ham che alla Lazio non era riuscito a consacrarsi, finendo poi per girovagare tra Messico e Svezia con alterne fortune. A rinforzare la fascia sinistra, è arrivato Osborn dal Nottingham Forest, mentre l'attacco è stato rivoluzionato con gli arrivi di Mousset dal Bournemouth e di McBurnie dallo Swansea. Proprio il centravanti scozzese rappresenta la scommessa delle Blades in vista di questa stagione, dopo l'inaspettato exploit in Championship dello scorso anno con la casacca dei gallesi, sperando che possa riconfermarsi anche in Premier a Sheffield. Il nostro sarà coadiuvato da punti fermi come il capitano Billy Sharp e l'irlandese McGoldrick, pronti a dare imprevedibilità e certezze ad un reparto di tutto rispetto. La salvezza è possibile,anche se gran parte della vecchia guardia, dal centrocampo in giù, non sembra però composta da nomi che possano fare la differenza in Premier, ma nel calcio mai dire mai.  

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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