Prende il via la Premier League 2019/20: che stagione sarà? (parte 4)

Il Manchester City pigliatutto dovrà difendere il titolo dall'assalto del Liverpool campione d'Europa, salvo sorprese. Attenzione a Everton e Leicester

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
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EVERTON

Dalle parti di Walton, sobborgo di Liverpool, aspettano con ansia il grande salto, quello che porterebbe i Toffees, finalmente, nell'Europa che conta, però, nonostante le grandi spese, l'obiettivo viene sempre mancato, vuoi per strategie di mercato rivedibili, vuoi per la forza delle squadre rivali. La squadra di Marco Silva viene da una stagione dove la qualificazione alle coppe europee non è arrivata a causa dell'exploit del Wolverhampton e ora deve recuperare un po' di terreno per garantirsi almeno la qualificazione alla prossima Europa League. Come negli anni passati, gli investimenti non sono mancati: i continui problemi fisici del capitano Coleman e la partenza del giovane Kenny per Gelsenkirchen, hanno portato la società a compiere un'operazione complicata, ovvero, l'arrivo in prestito del terzino francese del Monaco Djibril Sidibé, una vera e propria garanzia per il ruolo; a centrocampo, sono arrivati giocatori di sicuro affidamento come Delph (reduce da stagioni più che positive nel Manchester City come jolly che gli sono valse la Nazionale inglese) e Gbamin. Quest'ultimo, nazionale ivoriano, proviene dal Mainz ed è stato designato come erede di Gana Gueye, che ha lasciato la truppa per accasarsi al PSG. Oltre al centrocampista senegalese, hanno lasciato Goodison Park il veterano Phil Jagielka, ritornato allo Sheffield United, dove i Toffees lo prelevarono nell'estate del 2007; Kurt Zouma, rientrato al Chelsea dopo il prestito; e James McCarthy, accasatosi al Crystal Palace dopo una stagione travagliata a causa degli infortuni. Per rinforzare un reparto offensivo che ha sparato a salve (deprimenti gli score di Calvert-Lewin e Cenk Tosun), sono arrivati l'esterno nigeriano Alex Iwobi dall'Arsenal (opzione di ripiego, visto il mancato arrivo di Zaha) e il centravanti dell'under 21 italiana Moise Kean dalla Juventus. Proprio sul giovane azzurro sono riposte le speranze per la qualificazione alla prossima Europa League, anche se l'eccessiva responsabilizzazione e il ritmo di adattamento al calcio inglese potrebbero giocare brutti scherzi e bruciare un potenziale campione sul nascere. Per quanto riguarda la vecchia guardia, le conferme di Pickford, Bernard, Sigurdsson, Richarlison, Digne e André Gomes (quest'ultimo nonostante gli innumerevoli guai fisici che stanno condizionando la sua carriera) sono un forte segnale dato alle rivali, sperando che ciò non si tramuti in un nuovo fallimento sportivo. Quest'anno, l'incognita è rappresentata da Yerry Mina: il difensore colombiano, dopo una prima stagione che lo ha visto relegato alle spalle del duo Keane-Zouma, ha la grande opportunità di ritagliarsi uno spazio da titolare al centro della difesa. Quest'anno i Toffees possono e devono sperare nell'Europa League, non sono ammessi ulteriori passi falsi.

LEICESTER CITY

I tempi del miracoloso titolo di campione d'Inghilterra del 2016 sono finiti in casa Foxes. Il nono posto dell'ultima stagione, un mercato deludente, gli innumerevoli avvicendamenti sulla panchina e la morte dello storico presidente Vichai Srivaddhanaprabha sono state delle botte che avrebbero potuto tramortire chiunque, ma il Leicester ha saputo metabolizzare appieno tutti gli avvenimenti negativi e ha deciso di rilanciarsi alla grande, con un mercato ambizioso (obiettivo Europa) ed un tecnico come Brendan Rodgers che ha saputo rivitalizzare una squadra che con Puel era sprofondata nell'anonimato. Certo, la turbolenta cessione di Maguire allo United ha contribuito a scombussolare l'ambiente, ma i 90 milioni fruttati dall'operazione non sono da buttare, inoltre, è un'opportunità per rivalutare l'investimento sul turco Soyuncu dopo una stagione di ambientamento. A centrocampo, il riscatto di Tielemans e l'arrivo di Praet hanno portato qualità ad un reparto prevalentemente muscolare, mentre in attacco lo spagnolo Ayoze Perez ha il compito di far rinverdire i fasti dell'era-Mahrez. Le certezze restano Schmeichel, Vardy, Chilwell, Ricardo Pereira Ndidi

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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