Nuovo ciclo-Barça? No, dura già da dieci anni e può durare altri dieci

I blaugrana cambiano allenatori, innestano nuovi giocatori, ma l'anima vincente e la filosofia sono le stesse da anni

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(157 articoli pubblicati)
Barcelona v Liverpool - UEFA Champions L

Sento dire da molti che se il Barcellona dovesse vincere la Champions League e conquistare il triplete (sarebbe già il secondo in quattro anni) avrebbe la possibilità di aprire un nuovo ciclo vincente.  Ecco, più che aprire una nuova parentesi di dominio, i blaugrana possono solo portare avanti un ciclo filosofico vincente che perdura da dieci anni e che può durarne altri dieci, a prescindere da chi vestirà la maglia o da chi siederà sulla panchina

Questo perché sin dal 2009, l'anno della prima Champions targata Pep Guardiola il Barcellona come società ha lavorato strenuamente (ancora di più che negli anni passati) su un concetto di gioco e di struttura che qualitativamente parlando quasi nessuno ha fatto vedere in Europa nell'ultimo decennio. Neanche il Real Madrid delle tre Champions consecutive. 

Si tratta proprio di un ciclo basato su una filosofia che prevede la tecnica e la qualità al servizio di un gioco di squadra corale e votato all'attacco, per dare spettacolo e suscitare emozioni a chi guarda calcio, espressione e massimo concetto del pallone. Non può essere un caso se dal 2009 il Barca ha vinto tre Coppe Campioni e si appresta a vincere la quarta. I giocatori sono cambiati, gli allenatori anche, ma i concetti sono sempre gli stessi: gioco spettacolare da adattare a interpreti che lo rendono uno spettacolo per gli occhi. 

Lionel Messi è il denominatore comune di questi dieci anni. Con trentadue primavere alle spalle la pulce da ancora spettacolo (come il suo eterno rivale Cristiano Ronaldo, del resto), trascinando i suoi verso traguardi eccezionali. Se prima alle sue spalle c'erano Iniesta, Xavi, Eto'o, Pedro e David Villa, passando per Neymar, ora ci sono Luis Suarez, Coutinho, Dembélé, Pique, Vidal, Arthur, Busquest, Umtiti e giovani rampanti come Alena. 

Il prossimo anno arriverà dall'Ajax il giovane centrocampista de Jong, per completare un reparto mediano che unisce tecnica, visione di gioco, geometrie, fisicità e forza atletica. Dovessero arrivare anche de Ligt e un giovane attaccante da affiancare a Messi e Suarez, allora il cerchio di rinnovamento sarebbe completo. Dalla cantera arriveranno altri nuovi talenti e il ciclo che dura da dieci anni (costruito nel passato, non in una notte) potrebbe durare un altro decennio.

Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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