Marcelo Bielsa, elogio della follia applicata al calcio

El Loco sempre in primo piano ,tra dimissioni e nuovi sogni

di Luca Sala
Luca Sala
(94 articoli pubblicati)
Olympique de Marseille v Juventus FC - P

Dedico volentieri il mio ultimo pezzo dell'anno 2018 che va a chiudersi ad un singolare personaggio che mi ha sempre colpito per le sue innegabili doti da allenatore quanto per gli innumerevoli colpi di teatro , vale a dire l'argentino giramondo Bielsa.

Se assistiamo troppo spesso all'omologazione della figura del mister anche di ultima generazione, per il mio  protagonista parlerei di assoluta stravaganza nell'interpretazione del ruolo.

Anzitutto sgomberiamo subito  il campo dagli equivoci affermando con certezza di trovarci di fronte ad un autentico fuoriclasse che in quanto tale combina magicamente genio e sregolatezza come vuole la migliore tradizione.

Marcelo Bielsa in Cile e' considerato una vera divinita' per aver condotto  da Ct la Nazionale del Paese ad ottimi risultati, vincendo meta' degli incontri disputati, questo per rendere l'idea, ma penso di non sbagliarmi parlando piuttosto delle sue originalissime gesta come allenatore dei numerosi e diversificati team europei come Marsiglia, Athletic Bilbao ed ora Leeds United nella Serie  Cadetta Inglese, la Championship che lo vede primo in classifica.

Quando si dice la mano del tecnico come impronta indelebile sulla squadra si parla di quelli come El Loco, come viene ormai ribattezzato   per rimarcarne appunto i suoi metodi stravaganti quanto efficaci, improntati su di un gioco collettivo e maniacale per  la   partecipazione forsennata di tutti gli interpreti  votati al gioco d'attacco prima di tutto.

Noi spettatori, senza per forza essere tifosi delle sue squadre non possiamo che godere dell'impostazione coraggiosa quanto dogmatica che egli imprime inculcando nella testa dei suoi ragazzi  un forsennato pressing frutto di allenamenti massacranti, un po' alla Zeman direi, con cui condivide un altro dettaglio non trascurabile.

Mi riferisco al suo ricorso sistematico alle insindacabili sue dimissioni quando la situazione si fa pesante ,si' perche' il rovescio della medaglia sono gli svarioni difensivi, o per meglio dire la minor cura a difendere piuttosto che attaccare tipica delle sue squadre.

E' capitato a Marsiglia come a Bilbao, senza dimenticare peraltro le ripetute sconfitte nelle finali  delle Coppe nazionali comunque puntualmente raggiunte  in piazze disabituate a disputarle, ma tutto cio' e' nulla rispetto al suo tragicomico ingaggio  della Lazio, da lui vanificato dopo soli 2 giorni per incomprensioni con i dirigenti!

Ditemi se non ci sarebbero gli estremi per scrivere un romanzo certamente originale come il suo protagonista, di lui pero' l'immagine che voglio ricordare e' la proverbiale seduta   a bordo campo non sulla  panchina come tutti i comuni allenatori bensi' sulla cassetta delle bevande, l'amata ghiacciaia capace come nessun altro di placare i suoi bollenti spiriti.

Lunga vita a Marcelo Bielsa  allora e a quelli come lui che mi piacciono tanto per la loro dirompente personalita' mai banale ne' scontata.

Fonte: l'autore Luca Sala

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