L’Unione Sovietica rinasce: il Lada Togliatti ingaggia Marx Lenin

Il giovane brasiliano, il cui nome riflette la passione politica dei genitori, è stato tesserato dalla squadra della città dedicata all'ex segretario del Pci

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(404 articoli pubblicati)
Marx

Sembrava una burla, un film comico. Tranchant, come solo i film francesi sanno fare: ma è tutto rigorosamente vero. Contro ogni censura, e magari contro ogni logica.

In un periodo ostile a qualsivoglia ironia, con la paura che la fa da padrone, i nostalgici avranno un nuovo modo di rivalutare il passato politico e remoto.

L'URSS rinasce, ma solo nel calcio e non in maniera ufficiale, anzi con una certa dose di ironia.

In un’inversione storica, di quelle rese possibili solo dal pallone, Togliatti ha appena messo a contratto Lenin. O meglio ancora Marx Lenin, trequartista brasiliano nato nel 2000 che porta nel nome la passione politica dei propri genitori e che su Instagram mette in mostra le proprie: le ragazze, i balli reggaeton con cui festeggia i gol, e Neymar, suo idolo, con cui s’è fatto immortalare nell’agosto di qualche anno fa.

Il giovane Marx Lenin dos Santos Gonçalves è passato per la selezione under 15 verdeoro quando a guidarla era Claudio Caçapa, indimenticato giocatore del Bari negli anni '80. E s’è fatto ricordare nelle giovanili del Flamengo per un pallonetto da fuori area che ha beffato il portiere del Palmeiras in Copa Belo Horizonte. Una prodezza che ha spinto qualche tifoso rubronegro e diversi appassionati di memorabilia sovietiche a cercare di acquistare la maglia con stampato quel nome altisonante e fuori contesto due volte, per epoca e latitudine.

Fatica sprecata: il Flamengo manda in campo le giovanili con camisas limpas, maglie pulite, nel senso che sopra al numero di gioco il nome non c’è. Presto il ventenne brasiliano una maglia tutta sua l’avrà, con tanto di nome in cirillico. Ha infatti firmato un contratto da svincolato e si prepara a fare le valigie per andare a giocare per il Chokkejnyj Klub Lada Togliatti, squadra dell’omonima città sul Volga, ribattezzata col nome del Migliore il 28 agosto 1964, una settimana dopo la morte dello storico leader del Pci, cittadino sovietico già dal 1930. Che effetto farà l’esotica assonanza sui suoi nuovi tifosi, non è dato sapere. Quello fra ortodossia socialista e futebol è un mix irriverente, come quel cocktail a base di lime, ghiaccio e vodka russa che i giovani carioca hanno imparato chiamare caipiroska, variante spuria della locale caipirinha.

Il tifo organizzato da stadio, nell’Oblast di Samara come altrove in Russia, tende oggi al nazionalismo più che al ricordo dell’epoca del socialismo reale. Forse, però, vedere appaiati sulla divisa bianca, rossa e blu i nomi del filosofo materialista tedesco e di Vladimir Il'ic Ul'janov commuoverà i più anziani. Vladimir Putin, che di comunista ha la formazione giovanile, lo ripete spesso: “Chi vorrebbe tornare all’Unione Sovietica non ha cervello, ma chi non la rimpiange non ha cuore”.

In un tempo in cui i politici e la politica in sé sembra solo fare danni, questo tuffo nel passato sotto forma di nome su una maglietta, sembra un modo per dire che si stava meglio quando si stava peggio. Una cortina di ferro calcistica, piena di ipotesi fantasiose e di romantiche sconfitte.

Ma questa sarà una nuova storia da scrivere. 

URSS
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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