Il Real stende il Barca e vola in vetta

I blancos battono per 2 a 0 un Barcellona spento e sottotono e la Liga ha ora una nuova capolista.

di Gianpaolo Mascaro
Gianpaolo Mascaro
(22 articoli pubblicati)
Vinicius Jr

Domenica sera al Santiago Bernabeu di Madrid è andato in scena il Clasico tra Real e Barcellona, sicuramente una delle sfide più interessanti, sentite e attese del calcio europeo e mondiale. Il Real Madrid si è aggiudicato l’incontro per 2 a 0 e ha dunque scavalcato in classifica proprio gli acerrimi rivali catalani, i quali scivolano quindi al secondo posto ad una sola lunghezza dal primato.
Inoltre, considerando che la sfida d’andata giocata al Camp Nou si è conclusa con un pareggio a reti inviolate, i Galacticos possono ora vantare lo scontro diretto a favore. Con ancora dodici partite da giocare il vantaggio è di certo minimo, tuttavia, dal momento che quest’anno la Liga sembra essere destinata più che mai ad essere assegnata al fotofinish, l’esito di questo Clasico potrà rivelarsi decisiva per la vittoria del titolo.

Il primo tempo è stato stranamente al di sotto delle aspettative. Nonostante i fuoriclasse assoluti su cui entrambe le squadre potevano contare, i 45 minuti iniziali sono stati ricchi di confusione ed errori tecnici commessi ripetutamente in maniera alquanto grossolana da tutti i giocatori in campo. Il Barcellona riesce comunque a creare una ghiotta occasione da gol, la quale viene clamorosamente sciupata da Antoine Griezmann, che tutto solo in mezzo all’area di rigore avversaria colpisce di sinistro e spedisce il pallone al di sopra della traversa.

Nella seconda frazione di gioco invece i padroni di casa salgono in cattedra. In un secondo tempo praticamente a senso unico, il Real Madrid prende il sopravvento sugli avversari da tutti i punti di vista, primeggiando nel dominio territoriale, nel possesso palla e nelle azioni da gol costruite.

Dopo alcuni tentativi di Benzema e una parata sensazionale di Ter Stegen su un tiro a giro di Isco, la partita viene decisa nei venti minuti conclusivi. Al 70esimo il giovanissimo brasiliano Vinicius, servito in profondità da Kroos, trova la rete del vantaggio, grazie anche ad una sfortunata deviazione di Piqué che prende in controtempo l’estremo difensore blaugrana.
Qualche minuto dopo Messi viene lanciato verso l’area avversaria però, sbagliando in modo davvero inconsueto il primo tocco, Marcelo riesce ad effettuare un prodigioso recupero in scivolata sull’asso argentino, strappando gli applausi di tutto il pubblico madridista.

Le Merengues riescono abbastanza agevolmente a gestire il risultato di vantaggio, fino a quando il subentrato Mariano Diaz segna nel recupero la rete del definitivo 2 a 0, chiudendo il match e spegnendo ogni speranza di rimonta dei catalani.

Questa è una sconfitta cocente per il Barcellona, sia per il risultato sia per la quasi totale mancanza di gioco palesata nell’arco dei 90 minuti. I tenori della squadra hanno steccato, su tutti Leo Messi. A questo riguardo, risulta doveroso sottolineare il fantastico lavoro di copertura svolto dai centrocampisti del Real. Infatti Kroos, Casemiro e la piacevolissima nuova scoperta Valverde sono riusciti a creare uno schermo praticamente impenetrabile in modo tale da non far arrivare quasi mai la palla al dieci avversario.

In conclusione, la stagione è ancora lunga e tutto porta a credere che ci saranno ulteriori sorpassi e controsorpassi in vetta al campionato. Tuttavia questa partita avrà di certo una discreta influenza sull’prosieguo dell’annata delle due compagini. Il Real ottiene una vitale iniezione di fiducia, la quale appare ancora più essenziale all’indomani della sconfitta incassata a domicilio dal Manchester City in Champions League. Al contrario, il Barcellona vede alimentarsi i dubbi e i punti interrogativi attorno a sé, non essendo riuscita a scrollarsi la brutta prestazione mostrata in settimana al San Paolo di Napoli. Il nuovo allenatore Quique Setièn, succeduto recentemente ad Ernesto Valverde, dovrà trovare quanto prima possibile una soluzione ai problemi della squadra, compito non facile ma, considerando la caratura e la qualità dei giocatori a disposizione, nemmeno troppo difficile dopotutto. 

Fonte: l'autore Gianpaolo Mascaro

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