Il calcio in URSS: la Torpedo Mosca (VII)

Le origini del calcio sovietico: la Torpedo Mosca. Maslov ruba il 4-2-4 dal Brasile e inventa il pressing (1959-1961)

di Davide Manca
Davide Manca
(438 articoli pubblicati)
FC Torpedo Moscow v FC Zenit St Petersburg - Russian Premier League

Dopo il Mondiale 1958 Pelé e Garrincha sono universalmente riconosciuti rispettivamente come il miglior giocatore e il miglior dribblatore nella storia del gioco. Fino ad allora si è giocato il Sistema, 3-2-5 inventato dall'inglese Chapman; l'allenatore del Brasile, Vicente Feola, applica il 4-2-4 inventato da Flavio Costa, CT del Brasile famoso per essere «quello del maracanazo», ma globalmente inedito.

Maslov ha seguito la rassegna svedese e ha preso appunti dai verdeoro. Alla Torpedo Mosca, il tecnico non dispone di un locale Garrincha, nessuno è paragonabile a Didi o Djalma Santos. Ci sarebbe Pelé sotto il nome di Streltsov, ma è in un gulag e ci resterà per chissà quanti anni. Decide allora di puntare tutto sulla preparazione atletica, abbinata al nuovo modulo: «la corsa compenserà la penuria di tecnica». Dal punto di vista tattico, Maslov sceglie di non dare più spazio alla manovra di gioco avversaria e manda due giocatori nel reparto avanzato ad attaccare il portatore di palla avversario.

Il tecnico ha rivoluzionato la Torpedo Mosca e il calcio sovietico. Ha portato un nuovo modulo, una nuova tattica e ha aumentato la preparazione atletica nella fase precampionato. Forse c'è poca tecnica, forse non ci sono calciatori abbastanza bravi per poter sbaragliare la concorrenza, forse Gusarov e Falin in due non fanno mezzo Streltsov, non importa: l'allenatore si avvia a vincere il campionato 1959.

La Torpedo rimuove molti scalpi importanti, tuttavia a fine torneo le sconfitte si fanno sentire: otto su ventidue, troppe. Maslov è vicino, si ferma a meno sei dalla Dinamo Mosca vincitrice, quinto posto. Qualcosa non ha funzionato ed è evidentissimo: la Torpedo corre più di tutte nell'URSS, il problema è che dura mezz'ora, al massimo 45', poi crolla fisicamente lasciando spazio agli avversari.

L'anno dopo, la squadra è rafforzata dagli arrivi del centrocampista Voronin e dell'attaccante esterno Batanov. Il manager insiste sulla preparazione atletica, tiene il 4-2-4 arretrando i due esterni d'attacco sulla seconda linea durante la fase difensiva e verte il suo gioco su pressing e contropiede. Per la maggior parte della partita la Torpedo si difende e quindi gioca con una sorta di primordiale 4-4-2.

Il campionato 1960 inizia con quattro successi in trasferta, un pari con la Dinamo Mosca seguito da altre cinque vittorie. Perde due volte col Daugava Riga e l'ultima partita contro lo Zenit: Maslov è primo. La formula dell'edizione 1960 differisce rispetto a quella precedente: due gironi da undici squadre a testa, le tre migliori dei rispettivi gruppi in una fase a gironi finale per il titolo.

Gusarov e Falin sembrano rinati, continuano a segnare e a regalare trionfi. Il pareggio della Dinamo Mosca contro Rostov regala a Maslov il suo primo campionato nazionale con un turno d'anticipo. La Torpedo ha giocato bene anche in Coppa, raggiungendo la finale dopo aver eliminato Dinamo Mosca e SKA Odessa: all'ultimo atto, la Dinamo Tbilisi si arrende solo al 120' dopo aver recuperato tre svantaggi, decide Ivanov. Maslov centra la doppietta nazionale.

Nel 1961 il tecnico vuole difendere il titolo ad ogni costo: stessa formula del 1960, due fasi a gironi, venti partite più dieci. Maslov domina la prima parte di campionato, lascia le briciole ai rivali, con un dettaglio non trascurabile: tutte quelle forti sono nell'altro gruppo. Ha passeggiato, certo, nel suo girone ci sono Lokomotiv e Dinamo Tbilisi poi il vuoto. Dall'altra parte Dinamo Kiev, CSKA, Spartak, Dinamo Mosca e Zenit. Queste ultime due finiscono fuori dal girone per la vittoria, la Dinamo strapazzerà le altre nelle restanti partite per non retrocedere, magra consolazione. Nel girone finale, la Torpedo le stecca quasi tutte, vincendone tre su dieci. La Dinamo Kiev invece non sbaglia niente e gli strappa il titolo, il primo della sua storia. Su quella panchina esulta Solovyov, suo allievo nella Torpedo del 1953.

Fonte: l'autore Davide Manca

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