Il calcio in URSS: la Torpedo Mosca (V)

Le origini del calcio sovietico: la Torpedo Mosca. 1956: l'arrivo di Beskov, l'esilio di Maslov e l'Olimpiade che consacra Streltsov (a dx nella foto).

di Davide Manca
Davide Manca
(438 articoli pubblicati)
Soviet Team

1956. Beskov firma con la Torpedo Mosca: non ha mai svolto il ruolo di primo allenatore in precedenza, ma non farà rimpiangere i suoi predecessori giocando un buon torneo.

Dall'altra parte del mondo, o quasi, Maslov è presumibilmente (questo fatto non è ancora stato totalmente accertato dalle fonti, in questo articolo verrà trattato come dato per certo, ndr.) a Kishinev, Repubblica Moldava. Come Beskov, deve gestire un organico piuttosto modesto per la Serie A sovietica, certamente non all'altezza delle squadre di Mosca. Il Burevestnik invece va forte. Fortissimo. Batte la Lokomotiv alla prima giornata, perde con lo Zenit e umilia il CDSA 3-1 prima di fermare anche la Dinamo Mosca sul due pari. I moldavi sono nelle posizioni alte della classifica, quando secondo le previsioni dovrebbero lottare per non retrocedere. E' inspiegabile. Battono anche lo Shakhtyor, poi Maslov strapazza anche la sua Torpedo, 4-1, in trasferta.

E' tutto merito di Mikhail Mukhorton, il centravanti. 3 gol nelle prime 2, 5 nelle prime 5, 7 dopo 6 turni. Nato nelle città circondariali di Mosca, è scartato da Stalinets, Spartak e Burevestnik Mosca, venendo tesserato dalla Lokomotiv. Gioca e segna in prima serie, a 23 anni passa al CDSA, tuttavia gli infortuni ne frenano una brillante carriera. Praticamente non gioca mai, finisce prima a Kalinin poi torna alla Lokomotiv Mosca, quindi fa Zenit Stupino e nel 1954 approda al Kishinev, nella B sovietica. Segna in continuazione, 39 reti in 57 match, la formazione moldava è promossa nella prima serie sovietica e Mukhorton rivede la massima divisione e vede benissimo la porta, quando un infortunio, l'ennesimo, gli stronca la stagione. Questa, stagione, con Maslov in panchina.

La squadra inizia a cedere - 9-2 dallo Spartak, 6-0 dalla Dinamo - per fortuna Maslov ha già raccolto abbastanza punti: è sesto a fine anno, appena dietro a Beskov. Alla Torpedo, Ivanov ha finito la sua prima annata in doppia cifra, Streltsov ha segnato una rete in meno del compagno di squadra, ma soprattutto ha umiliato ogni avversario affrontato dall'Unione Sovietica, che è tornata a essere temibile e rispettata dopo quasi trent'anni di pausa forzata: l'URSS ha perso solo contro due delle superpotenze calcistiche dell'epoca, Francia (1-2) e Ungheria (0-1). Sempre nel 1956, si gioca l'Olimpiade di Melbourne: i sovietici escludono Germania Unificata (2-1), Indonesia (dopo il replay) e Bulgaria, vinta di misura per 2-1 ai supplementari e in rimonta. L'URSS di Kachalin arriva in finale, di fronte ci sono gli jugoslavi. Gli stessi che quattro anni prima hanno scherzato con la squadra e la carriera di uno dei migliori manager sovietici dell'epoca, Arkadyev, che poi non vincerà praticamente più nulla dopo quella partita.

Kachalin non è il più titolato del suo tempo e non vincerà molto nella sua carriera da manager. Per lui però, si prospetta un futuro diverso.

Ritrova la compagine balcanica in finale e storicamente nell'ultimo atto la Jugoslavia non è mai stata cinica come le altre selezioni: nei giochi olimpici arriva da due secondi posti di fila, avendo visto il metallo più prezioso al collo del trio Gre-No-Li a Londra 1948 e a quello di Puskas & Co in Finlandia. Gli jugoslavi sono completamente rivoluzionati rispetto al gruppo di Helsinki, l'URSS invece schiera Netto (al centro di fianco a Yashin qui sotto) e Ilyin entrambi reduci da Tampere, entrambi dello Spartak e titolari. Per una ragione curiosa, il CT rinuncia a Streltsov, che lo ha portato fino a lì: Kachalin ritiene che i due attaccanti debbano giocare nella stessa squadra, Ivanov si è fatto male e dunque giocano Ilyin e Salnikov, quest'ultimo appena tornato allo Spartak dalla Dinamo in coincidenza (ma non troppo) col rilascio di prigione del padre.

Non è l'attacco migliore della storia, ma funziona: a inizio ripresa, Ilyin anticipa il proprio marcatore e supera il portiere Radenkovic con una puntata di destro all'incrocio dei pali. Kachalin (a dx sotto) alza il suo primo trofeo.

Soviet Team
Fonte: l'autore Davide Manca

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