Il calcio secondo Arteta per riportare in alto l’Arsenal

L'allenatore spagnolo sta facendo vedere cose importanti sin dai primi mesi di carriera

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(130 articoli pubblicati)
Olympiacos FC v Arsenal FC - UEFA Europa

La cima del Monte Igueldo è il posto migliore per osservare la baia di San Sebastian. 

Un panorama del genere è in grado certamente di aiutare a raccogliere i pensieri e nello stesso tempo è capace di abituare l'occhio alla pratica dell'osservazione del lento mutare delle cose. 

Chi ha saputo osservare e mettere in pratica in fretta quanto visto durante il proprio percorso di ascesa è certamente Mikel Arteta che di San Sebastian (Donostia in basco) è figlio illustre.

Allenatore dell'Arsenal dal Dicembre 2019 Arteta ha saputo riportare i "Gunners" alla vittoria; dapprima trionfando nella finale di F.A. Cup disputatasi ai primi di Agosto contro il  Chelsea e poi ha saputo replicare il trionfo andando a sconfiggere il Liverpool questa volta nella finale del Community Shield.

Gli anni da collaboratore prima e vice di Pep Guardiola lo hanno segnato profondamente tanto che Arteta ha saputo trarre il meglio da un rapporto di "vicinanza" così speciale.

Ritiratosi dal calcio giocato nel 2016 a soli 34 anni per ritagliarsi un ruolo da "apprendista" allenatore l'ex calciatore di Real Sociedad ed Everton è il profilo ideale del nuovo tipo di tecnico giovane ed esponente di una filosofia di quel calcio "giocato" che ultimamente sta andando per la maggiore.

D'altro canto le idee chiare Arteta le ha sempre avute facendo scelte mai banali come quelle di sviluppare la propria carriera precedente da calciatore in diversi paesi come la Francia (con il PSG), la Scozia (con i Rangers di Glasgow) e poi l'Inghilterra (con Everton ed Arsenal) senza dimenticare naturalmente la Spagna (Barcellona e Real Sociedad). Esperienze queste che lo hanno formato come uomo non solo di calcio portandolo a conoscere e parlare ben sette lingue, lingue differenti con le quali spesso comunica ai propri calciatori in campo. Stratagemma questo che gli consente di "spiazzare" in qualche modo gli avversari di turno.

L'Arsenal è certamente una piazza esigente dove i tifosi amareggiati dagli ultimi anni della gestione Wenger e dei suoi immediati successori sperano di non dover rispolverare il tormentone del "boring, boring Arsenal" nato nei primi anni novanta del novecento. Di sicuro le premesse di Arteta sono improntate ad un 4-2-3-1 in cui il talento non manca basti citare Pépé, Gabriel Martinelli, Bukayo Saka o Eddie Nketiah tutti ragazzi giovani e promettenti uniti all'esperienza di "vecchie volpi" quali Willian, Aubameyang o David Luiz.

Certamente il lavoro di Arteta non è tra i più semplici dovendosi confrontare nel campionato forse più competitivo al mondo in cui diversi club possono aspirare al titolo o comunque a rendersi grandi protagonisti al di là dell'ultima stagione dominata di fatto dal Liverpool di Klopp.

In fin dei conti se l'avvenire è la porta ed il passato ne è la chiave siamo certi che una figura come quella di Arteta sia destinata ad un lungo e brillante percorso.

Arsenal v Chelsea - FA Cup Final
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.